Telecamere negli asili: prevenzione e privacy

Dopo il si della Camera le proposte di legge n. 1066 e 480 sulla prevenzione e contrasto di condotte di maltrattamento o di abuso su minori, anziani e persone con disabilità attendono il vaglio del Senato per l’approvazione definitiva.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano: “La previsione di sistemi di video sorveglianza può essere un valido strumento di prevenzione e di contrasto solo se affiancato ad altre misure, in particolare a sistemi di formazione iniziale e permanente del personale e a una sistematica raccolta di dati di tipo quantitativo e qualitativo che, dando la fotografia del fenomeno, consenta di porre in essere interventi di prevenzione”.

Le proposte di legge in esame intendono introdurre alcune disposizioni finalizzate a prevenire e contrastare, in ambito pubblico e privato, le condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia oltre che delle persone ospitate in strutture socio sanitarie e socio assistenziali per anziani e persone con disabilità.

Con riferimento all’ambito di applicazione della proposta di legge, infatti, dalla lettura del testo si deduce che le proposte riguardano le scuole dell’infanzia sia statali che paritarie (private o degli enti locali). Scopo del provvedimento è quello di predisporre una specifica tutela dei soggetti particolarmente deboli e vulnerabili, quali i minori che frequentano gli asili nido o scuole dell’infanzia, le persone con disabilità e gli anziani ospitati in apposite strutture.

Per rispondere alle finalità del testo è prevista la possibilità di installare sistemi di video sorveglianza a circuito chiuso ma l’accesso alle registrazioni dei sistemi sarà vietato salvo quanto previsto dal codice di procedura penale, ovvero al solo fine di consentire le attività di indagine della polizia giudiziaria e del pubblico ministero in caso di notizia di reato.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ascoltata a Montecitorio dalle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei deputati ha dichiarato che: “Si tratta di episodi inaccettabili, anche solo un caso accertato è troppo” e che la previsione di sistemi di video sorveglianza può essere un valido strumento di prevenzione e di contrasto “ solo però se affiancato ad altre misure, in particolare a sistemi di formazione iniziale e permanente del personale e a una sistematica raccolta di dati di tipo quantitativo e qualitativo che, dando la fotografia del fenomeno, consenta di porre in essere interventi di prevenzione”. L’Autorità garante ha anche evidenziato la necessità di effettuare in bilanciamento tra la tutela dell’incolumità fisica dei bambini e la loro riservatezza.

Il Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro nel corso della propria audizione presso l’XI Commissione del Senato si è soffermato sul rispetto dei principi in materia di trattamento dei dati, in particolare sulla liceità della finalità perseguita e proporzionalità del trattamento, “da osservarsi anche qualora si consideri la raccolta di tali dati come funzionale a fini probatori e dunque ad attività di accertamento e repressione dei reati”.

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