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L’indifferenza di fronte alla nave della disperazione

In questi giorni assistiamo ancora di fronte a una nave piena di disperazione, con migranti a bordo, diversi di loro minori non accompagnati, ferma a largo delle coste italiane in attesa di ricevere il permesso allo sbarco. 

Ancora una volta riceviamo la notizia della presenza di minori a bordo che attendono di essere accolti come previsto dalla legge

Come Osservatorio evidenziamo

La necessità del rispetto in queste situazioni dei diritti sanciti dalla Convenzione di New York del 1989 quali il divieto di respingimento e la garanzia ad una accoglienza adeguata dei minori: si tratta di valori e principi ribaditi in diverse ambiti del nostro ordinamento giuridico, dalla Costituzione alla Legge 47 del 2017

Diverse le Autorità che lanciano appelli affinché la situazione trovi una rapida soluzione, prima fra tutte l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena AlbanoI minorenni presenti a bordo della Sea Watch 3 vanno fatti sbarcare subito”. La  Garante ricorda che “nei confronti dei ragazzi che arrivano soli nel nostro Paese vige la presunzione di minore età, che può essere superata solo in presenza di fondati dubbi e sulla base di una procedura che viene attivata su impulso dell’autorità giudiziaria ed è disciplinata dalla legge”.

La Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è stata ratificata dall’Italia nel 1991 e prevede che gli Stati si impegnino a rispettare i diritti in essa enunciati e a garantirli a ogni minorenne, senza distinzione e a prescindere da origine nazionale, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica o altro. In questa vicenda, in particolare, sono in gioco i diritti all’uguaglianza, alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo, alla famiglia, all’educazione e alla salute.

Quando parlo di accoglienza adeguata faccio riferimento a identificazione, ascolto, nomina del tutore, eventuale ricongiungimento familiare e inclusione. La particolare condizione di vulnerabilità dei minorenni presenti a bordo della nave che attualmente si trova di fronte alle nostre coste impone dunque all’Italia di mettere in moto, senza ulteriori indugi, le procedure di prima accoglienza, nel rispetto della normativa interna e di quella internazionale  

Le parole della Garante acquistano ancora più valore in considerazione a quanto affermato  dallo psichiatra Gaetano Sgarlata salito a bordo dell’imbarcazione con una delegazione parlamentare: “Sulla nave c’è una situazione penosa. La situazione dei migranti sulla Sea Watch è penosa. Ho avuto colloqui con dieci persone, tra cui tre minori. Hanno subito torture in Libia, c’è una persona che ha perso un occhio, gente con tagli e dita delle mani deformate per i colpi ricevuti“. Per lo psichiatra “la condizione psicologica di tutti è molto precaria, è veramente penoso vederli in questa situazione, ancora con la paura e il terrore di essere rispediti in Libia”. 

Ribadiamo che non attraverso la chiusura dei porti si potrà risolvere l’emergenza migranti ma portando avanti un continuo dialogo e una vera collaborazione tra Paesi Europei

 

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