Ikea in occasione della Giornata contro Bullismo e Cyberbullismo, che si celebra il 7 febbraio, ha lanciato la campagna #NotInMyHomePage sposando il progetto di Parole Ostili.
In una società in cui la dimensione di casa è sempre più fluida e i confini delle mura domestiche sono diventati permeabili, il cyberbullismo si insinua facilmente all’interno delle nostre case
dichiara Alessandro Aquilio, country communication manager di Ikea Italia.
Vogliamo puntare i riflettori su questo tema, per questo abbiamo scelto di chiedere alle persone di fare qualcosa di più: di non essere più spettatori ma di scegliere di avere un ruolo attivo nel contrastare comportamenti violenti, esercitando un’influenza positiva. Partiamo dalle parole che possono rappresentare un primo passo per fare la differenza, dentro e fuori dalla rete.
La seconda edizione della Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo ricorre il giorno successivo al Safer Internet Day, dedicato alla sicurezza sul web in generale. Il collegamento tra la sicurezza in rete e la lotta al bullismo è oramai vitale. Infatti, da tempo i bulli hanno cominciato a perseguitare le proprie vittime attraverso i social. Oggi il mondo social è al centro della vita degli adolescenti e, oltre agli atti intenzionali di cyberbullismo, vengono spesso adottati comportamenti irrispettosi o scorretti. Secondo dati dell’Università di Firenze, diffusi nel 2017 su 1.775 studenti intervistati tra gli 11 e i 19 anni: il 40% trascorre più di 5 ore online. Ma ecco un dato più allarmante : il 29% ha approvato un post che insultava o criticava aspramente un coetaneo. Inoltre, il 28% dei ragazzi ha insultato in rete, dichiarando tuttavia che avrebbe agito diversamente in un’interazione faccia a faccia.
La strada da fare è ancora lunga, richiede un coinvolgimento e un sinergico gioco tra famiglia, società, scuola ma sempre più voci si levano contro il bullismo.
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