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Nuovo rapporto dell’UNICEF “Humanitarian action for children”

Il nuovo Rapporto Unicef sull’intervento umanitario “Humanitarian Action for Children” evidenzia come sia ancora troppo elevato il numero di bambini che vivono in situazioni di guerra e disastri naturali: sono, infatti, 34 milioni i bambini continuamente esposti a violenze e conflitti e che necessitano di misure urgenti per la loro protezione e cura.

“Se non riusciamo a fermare queste violazioni e se i colpevoli non saranno ritenuti tali i bambini cresceranno considerando la violenza come normale, accettabile, persino inevitabile. La violenza contro i bambini non deve mai diventare “la nuova normalità”. Henrietta Fore, Direttore dell’UNICEF.

I finanziamenti sino ad ora stanziati non sono sufficienti a supportare completamente la complessa opera di protezione dell’infanzia ed è per questo che l’Unicef attraverso il documento si rivolge alla comunità internazionale affinché si attivi maggiormente al fine di fornire gli aiuti e i fondi necessari per offrire a milioni di bambini nel mondo l’accesso ai diritti più essenziali, quali l’acqua, la nutrizione, l’istruzione, la salute e la protezione, sempre violati in queste situazione estreme.

“Fornire a questi bambini il sostegno di cui hanno bisogno è fondamentale, ma il nuovo Rapporto Unicef sull’intervento umanitario “Humanitarian Action for Children” evidenzia come sia ancora troppo elevato il numero di bambini che vivono in situazioni di guerra e disastri naturali: sono, infatti, 34 milioni i bambini continuamente esposti a violenze e conflitti e che necessitano di misure urgenti per la loro protezione e cura.

I finanziamenti sino ad ora stanziati non sono sufficienti a supportare completamente la complessa opera di protezione dell’infanzia ed è per questo che l’Unicef attraverso il documento si rivolge alla comunità internazionale affinché si attivi maggiormente al fine di fornire gli aiuti e i fondi necessari per offrire a milioni di bambini nel mondo l’accesso ai diritti più essenziali, quali l’acqua, la nutrizione, l’istruzione, la salute e la protezione.

 

Le emergenze più critiche che vedono purtroppo protagonisti i bambini le ritroviamo in Libia (241.000 bambini sono bisognosi di assistenza umanitaria), in Venezuela (2,4 milioni di rifugiati e migranti venezuelani) in Afghanistan (nel 2019 3,8 milioni di bambini avranno bisogno di assistenza umanitaria e protezione) nel Sud Sudan (2,2 milioni di bambini non frequentano la scuola), nel Bacino del Lago Ciad (Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Niger e Nigeria con quasi 21 milioni di persone sono coinvolte nei conflitti in corso).

Molti sono stati gli interventi Unicef sul territorio, dalla fornitura di sostegno psicologico, all’accesso all’acqua potabile, dalla garanzia di un’istruzione, alle vaccinazioni ma molti altri sono necessari per gli anni a venire, considerata la crescita dei conflitti e della povertà in molti paesi del mondo.

Questi bambini hanno bisogno di interventi rapidi e forti per essere aiutati a superare quello “stress tossico” cui sono costretti e che può influenzare negativamente tutta la loro vita.

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