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ATTUAZIONE DELLA CRC IN ITALIA. Alcune riflessioni del COMITATO ONU

Dati positivi emergono dalla sessione del Comitato ONU tenutasi a Febbraio a Ginevra, dedicata all’esame dell’applicazione in Italia dei principi della CRC.

Le Osservazioni conclusive sull’attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989 in Italia riconoscono, infatti, nel nostro Paese una costante attenzione sulla promozione e protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Sono stati analizzati diversi temi quali quello delle politiche per l’infanzia e adolescenza, dell’impatto delle misure in tema di contrasto della povertà minorile dal REI al reddito di cittadinanza, della tutela dei minori stranieri non accompagnati e dell’effettiva attuazione della Legge 47/2017, nonché, della tutela dei minori vittime di violenza.

Ampio spazio, ancora, è stato dedicato alla necessità di tutela e del riconoscimento dei figli di coppie omogenitoriali e al dibattito sui vaccini.

In questo quadro positivo non mancano comunque delle criticità che evidenziano ancora la presenza di evidenti disparità regionali, di discriminazioni nei confronti dei minori più vulnerabili e di forti difficoltà di inclusione degli alunni con disabilità.

Il Comitato Onu proprio in relazione a tali problematicità ha raccomandato di adottare misure urgenti che tengano conto dei diritti dei più vulnerabili, che garantiscano una migliore distribuzione delle risorse finanziarie e che assicurino educazione ed istruzione a tutti i minori, portando avanti politiche contro l’abbandono scolastico e a favore della sicurezza degli edifici scolastici.

Ma ancora passi avanti vanno fatti nella legislazione contro il bullismo e il cyberbullismo, nella predisposizione di decreti attuativi della Legge 47/2017 sui minori stranieri non accompagnati; si richiedono, ancora, particolari cautele nell’applicazione del decreto Sicurezza, nonché, iniziative sull’accertamento dell’età, sull’accoglienza e inclusione e per la sollecita nomina dei tutori volontari.

Il Comitato Onu raccomanda, fra l’altro, di: potenziare il sistema di raccolta di dati in tema di infanzia e adolescenza; rafforzare la formazione in tema di diritti dei professionisti che lavorano con e per i minorenni; introdurre un sistema nazionale di raccolta dati in materia di violenza contro gli under 18; garantire piena autonomia e indipendenza all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

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