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DIRITTI DEI MINORI: ITALIA IN REGOLA MA OCCORRE FARE DI PIU’

Presentate ieri a Roma da Unicef Italia e dal Comitato Interministeriale per i Diritti Umani le Osservazioni Conclusive rivolte all’Italia dal Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia sui progressi compiuti dal nostro Paese nell’attuazione dei principi indicati nella Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

La Convenzione, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1988, ratificata dall’Italia con legge del 27 maggio 1991, è il primo trattato universale e multilaterale che ha sancito diritti internazionalmente riconosciuti al bambino e all’adolescente, vincolando gli stati a rispettarli e a presentare rapporti sulla loro attuazione al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia.

I dati emersi risultano nel complesso positivi anche se sono state evidenziate le principali aree in cui vi è un margine di miglioramento: allocazione delle risorse, non discriminazione, istruzione, bambini rifugiati e richiedenti protezione internazionale e bambini migranti: per questi settori il Comitato ha espresso la necessità di adottare misure urgenti.

“Sono molto contenta di constatare che ci sono stati progressi incoraggianti durante questi anni, l’Italia si è impegnata significativamente nella promozione e tutela dei diritti dei bambini e adolescenti, l’impegno dimostrato è ammirevole…ciò ovviamente non significa che non si riscontrino problemi ma l’aspetto più importante è il riconoscimento delle criticità e la volontà di risolverle” Olga Khazova membro del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia.

Sottolineate ancora una volta le disparità esistenti tra le varie regioni italiane relative specialmente ai livelli di povertà, all’accesso ai servizi sanitari, all’istruzione per tutti i bambini e gli adolescenti: questa situazione porta alla discriminazione di bambini e ragazzi, specialmente quelli che vivono in famiglie povere e che si trovano in condizioni svantaggiate o di marginalizzazione.

Anche se all’Italia è stata riconosciuta una posizione importante a livello internazionale, mostrando un segno positivo per i diritti dell’infanzia e per mantenere costante e costruttivo il dialogo con gli altri addetti ai lavori nell’interesse primario del minore, occorre ancora fare molto su alcuni temi come la disabilità e la scuola.

Bisogna lavorare maggiormente sul diritto di ascolto dei minori, i ragazzi hanno diritto di esprimersi sulle tematiche più importanti per loro e di dialogare con le Istituzioni; sul diritto a non essere discriminati, il Comitato esprime ancora perplessità e preoccupazioni sulle disparità nelle diverse regioni italiane per quanto riguarda l’acceso ai servizi sanitari, alla scuola, al tema dell’identità di genere; sul diritto alla salute, in Italia ci sono ancora problemi per la garanzia dei servizi sanitari a tutti i bambini sia in tema di salute fisica che psichica; sul diritto all’istruzione il tasso di abbandono scolastico risulta ancora molto elevato nel nostro Paese.

Occorre che l’Italia ponga maggiore attenzione all’allocazione  di risorse verso politiche dell’infanzia e dell’adolescenza: nonostante le politiche di austerity dell’economia attuale è necessario, infatti, che nel bilancio dello stato non manchino mai voci a favore dei più piccoli che garantiscano le risorse necessarie per il loro sviluppo e benessere.

Grande soddisfazione per l’interesse mostrato dall’Italia per la tutela dei minori migranti: la legge 47 del 2017 è stata, infatti, definita dal Comitato una delle leggi più avanzate in Europa sul tema dei minori stranieri non accompagnati ma forte è il rammarico per il ritardo nell’adozione dei decreti attuativi necessari per l’efficace applicazione della legge.

Il Comitato ha mostrato di essere, inoltre, preoccupato per le previsioni contenute nella legge 132/2018 (Decreto Sicurezza) sopratutto in merito all’aumento dei periodi di detenzione nei centri di accoglienza dai 90 ai 180 giorni e dalla carenza di attività di inclusione dei ragazzi.

L’Italia per I prossimi anni, pertanto, è chiamata ad adottare tutte le misure appropriate per garantire che le raccomandazioni contenute nelle Osservazioni siano pienamente attuate.

Per approfondimenti Osservazioni_Conclusive_CRC_Italia_2019

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