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Non lasciamoli soli: Relazione al Parlamento 2018 Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

“Non lasciamoli soli” questa la raccomandazione fatta dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano nella presentazione della Relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta nell’anno 2018.

Un momento significativo quello di oggi, in cui stati presentati non solo i diversi ed innumerevoli interventi della Garante a tutela dei minori ma anche le prospettive future a garanzia dei bambini e dei ragazzi in Italia.

Nell’ultimo anno l’identità dell’Autorità si è andata ulteriormente definendo e sono stati intensificati i pareri e le raccomandazioni fornite dalla stessa nella formazione degli atti normativi del Parlamento e del Governo come in tema di affidamento dei figli, di accesso dei minorenni al test per la diagnosi di HIV, di posizionamento di telecamere negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, della mediazione penale e della tutela degli orfani di crimini domestici.

Ricordiamo tra le tante azioni incisive dell’Autorità la realizzazione della Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori in cui si ricorda che nel caso di separazione tra i genitori non si deve mai dimenticare che si rimane genitori per sempre e che non bisogna farsi sopraffare dai conflitti e dalle difficoltà tipiche della separazione.

Occorre, però, fare di più, ovvero, che all’Autorità venga riconosciuta una posizione di piena autonomia e indipendenza potenziandone la struttura e conferendo maggiore incisività ai suoi atti.

Dalla Relazione è emerso che i bambini hanno bisogno di maggiore auterevolezza da parte dei più grandi che devono sempre mantenere la loro funzione guida anche in questo periodo di rivoluzione culturale in cui si è elevata la persona di minore età da oggetto di protezione a soggetto titolare di diritti.

In questi ultimi anni i bambini e gli adolescenti sono diventati più prossimi agli adulti e vi è stata quasi una parificazione tra generazioni dovuta ad un eccessivo livello di autonomia riconosciuto ai più piccoli, ma questo il più delle volte ha portato ad una grande solitudine del minore che rivendica il bisogno di avere una presenza adulta nella scelte, nel comprendere il mondo e nel vivere quotidiano.

Per questo motivo l’Autorità accentua l’importanza della presa di responsabilità da parte degli adulti del benessere dei più piccoli, perché la parola responsabilità deriva dal latino respondere ovvero rispondere a qualcuno e perché, come suggerito da uno dei bambini delle scuole primarie a cui è stato chiesto di riscrivere i diritti della Convenzione di New York “Ogni bambino ha diritto di guardare il mondo non dal basso, ma salendo sulle spalle dei genitori” per poter guardare il mondo dall’alto e vedersi indicati gli orizzonti sentendosi allo stesso tempo protagonista e al sicuro.

L’Autorità ha più volte sottolineato a tal proposito che la parola chiave della sua relazione è Responsabilità .

Responsabilità della famiglia, i genitori devono riconoscere tempi e spazi maggiori ai bambini, perché educare significa sopratutto esserci e monitorare i minori in rete fornendo loro una vera e propria consapevolezza digitale perché navigare in rete è come navigare nel mare occorre una bussola e saper conoscere la direzione.

Responsabilità delle Istituzioni chiamate ad adottare soluzioni normative ed organizzative che rendano possibile il diritto dei figli dei detenuti a mantenere relazioni affettive ed educative con i genitori, a dare concreta attuazione alla Legge 4/2018 a tutela degli orfani dei crimini domestici, a rimuovere gli squilibri economici e sociali esistenti e che rischiano di discriminare alcuni minori, a recuperare i ragazzi alla legalità e non ultimo ad aiutare concretamente i minori stranieri non accompagnati a seguire un percorso di integrazione.

In conclusione si chiama il nostro Paese alla responsabilità a fronte degli impegni assunti in tutela dei più piccoli con la ratifica della Convenzione di New York.

Per approfondimenti agia-relazione-parlamento-2018-web

 

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