“MIGRANTI IN TRANSITO PERCORSI DI INTEGRAZIONE” ROMA 6 MARZO 2020 PER RIFLETTERE SULL’INCLUSIONE DEI GIOVANI MIGRANTI

 

L’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori a chiusura del progetto finanziato dalla Regione Lazio volto a favorire l’inclusione dei migranti transitati sul territorio della Regione ha organizzato la tavola rotonda dal titolo “Migranti In Transito Percorsi di Integrazione” che si terrà il 6 marzo 2020 dalle 15:00 alle 18:00 presso l’Istituto Salesiano Sacro Cuore (Via Marsala 42, Roma).

L’evento vuole da una parte offrire uno sguardo d’insieme del progetto che ha visto la cooperazione di 4 Enti (Cnos-Fap Lazio, Borgo Ragazzi Don Bosco, Ospizio Salesiano Sacro Cuore e Associazione “Naturalmente”) impegnati, nell’ambito delle rispettive competenze (accoglienza, orientamento, consulenze legali) a rendere effettiva l’inclusione e l’integrazione dei giovani migranti, dall’altra parte evidenziare le criticità e le risorse relative al sistema inclusivo.

Interverranno come relatori la Dott.ssa Stafania Congia – Dirigente Divisione Politiche di integrazione e tutela minori stranieri del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – che introdurrà il tema della sfida dell’inclusione; la Dott.ssa Anna Clara De Martino – Ufficio Ricerche e Progetti, Area Immigrati Caritas di Roma – che illustrerà le criticità e le risorse del sistema di accoglienza e dei percorsi di integrazione nella Capitale. L’analisi del concetto “essere migranti in transito” sarà l’oggetto dell’intervento del Prof. Lluis Peris Cancio – Dipartimento di scienze sociali ed economiche Sapienza Università di Roma – e un approfondimento dei problemi legati all’integrazione dei neomaggiorenni migranti sarà affrontato dal Dott. Stefano Scarpelli – Ufficio Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza.
Modera l’incontro l’Avv. Prof. Andrea Farina – Coordinatore dell’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori – .

Nel corso della Tavola Rotonda verrà ascoltata la testimonianza di un giovane che ha seguito il percorso di integrazione nell’ambito del progetto realizzato.

Per le iscrizioni è necessario inviare una e-mail all’indirizzo osdirittiminori@gmail.com entro il 29 febbraio 2020.

 

Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone: è necessario l’impegno di tutti.

È necessario l’impegno di tutti, istituzioni, associazioni e agenzie educative per sanare la piaga della tratta che sfrutta i più deboli: queste le parole pronunciate ieri da Papa Francesco dopo la recita dell’Angelus in piazza San Pietro per ricordare la celebrazione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la Tratta di persone.

“Sul fronte della prevenzione, mi preme segnalare come diverse ricerche attestino che le organizzazioni criminali usano sempre più i moderni mezzi di comunicazione per adescare le vittime con l’inganno. Pertanto, è necessario da una parte educare a un uso sano dei mezzi tecnologici, dall’altra vigilare e richiamare i fornitori di tali servizi telematici alle loro responsabilità” – conclude nel suo intervento il Sommo Pontefice.

La Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone – che si celebra l’8 febbraio – è stata istituita in ricordo della memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita, suora di origine sudanese, resa schiava a soli 7 anni e per questo divenuta il simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta.

Bisogna tenere alta l’attenzione sul fenomeno al fine di contrastarlo:

“perché continua a trasformare persone, soprattutto donne, bambine e bambini, ma anche uomini, in oggetti da sfruttare, in merce da vendere a fini di lucro. Questa è una vergogna, non possiamo abituarci, non dobbiamo abituarci, e la preghiera è quello che ci sostiene, ciò che ci aiuta a trovare il coraggio, ogni giorno, per continuare e per non assuefarci alla banalità del male” suor Gabriella Bottani, coordinatrice internazionale di Talitha Kum, la Rete internazionale della Vita Consacrata contro la tratta di persone e progetto dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg).

Le vittime della tratta sono donne, bambine, bambini, ma anche uomini che vengono sottoposti a vari crimini, dallo sfruttamento sessuale al lavoro forzato.

Si stima che siano 40 milioni le persone nel mondo che vedono violati quotidianamente i propri diritti essenziali, e tra queste la maggioranza – oltre il 70% – sono donne.

Preoccupa anche l’aumento del numero di minori coinvolti soprattutto nei contesti di guerra e di migrazioni forzate.

Secondo gli ultimi dati UNICEF a livello globale il 23% delle vittime sono bambine e ragazze.

La forma di tratta più comunemente segnalata è quella finalizzata allo sfruttamento sessuale (95% dei casi registrati), le vittime coinvolte subiscono violenze e abusi che includono anche la deprivazione della libertà personale, ricatti economici, abusi fisici e sessuali che portano a conseguenze gravi e talvolta mettono a rischio la vita stessa.

In questo contesto fortemente rischio risultano i minori stranieri non accompagnati che rappresentano la categoria più vulnerabile e proprio per la loro tutela è necessario dare vita a soluzioni sostenibili quali il rafforzamento dei sistemi di protezione, l’assistenza a lungo termine, il recupero sociale e il miglioramento della cooperazione transfrontaliera.

La Strenna 2020, il Sistema Preventivo e la Convenzione di New York.

La Strenna 2020 resa nota dal Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime si caratterizza per la forte attualità e per la capacità di analizzare le circostanze e le esigenze storiche che ci circondano.

Grande attenzione è stata data dal Successore di Don Bosco al tema dei diritti dei minori:

“Come Famiglia Salesiana dobbiamo essere attenti alle grandi sfide umane del nostro mondo, come l’onestà come persone, il vivere una cittadinanza impegnata che cerca il bene…. la ferma difesa che la Famiglia Salesiana deve avere per quel che riguarda i diritti umani e, in particolare, i diritti dei minori che tendono ad essere i più fragili”.

Il Rettor Maggiore inviata alla conoscenza e alla riflessione più approfondita sui diritti dei minori attraverso lo studio e la diffusione dei documenti pubblicati in difesa dei più piccoli, a livello locale ed internazionale, per diventare ogni giorno educatori sempre più capaci: solo attraverso la creazione di una rete con le varie realtà si potranno proteggere e promuovere i diritti dei minori.

Don Bosco ha offerto una nuova visione del ragazzo emarginato che non è più un mero beneficiario passivo, un semplice destinatario a cui dare assistenza o offrire servizi, ma una persona a cui dare fiducia, nonché, “soggetto” del proprio sviluppo e di quello della comunità in cui vive: le parole di Don Bosco hanno sicuramente anticipato la visione del ragazzo come soggetto di diritti, che la Convenzione di New York ha sancito per la prima volta trent’anni fa, il 20 novembre 1989.

I diritti dei minori e il Sistema Preventivo hanno, pertanto, in comune un principio di base: lo sviluppo integrale e il benessere totale dei bambini.

Inevitabile il richiamo fatto da Don Ángel Fernández Artime alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza delle Nazioni Unite, che sottolinea gli aspetti fondamentali dei diritti dei minori, quali la partecipazione dei minori alle decisioni che li riguardano; la protezione dei più piccoli contro la discriminazione e tutte le forme di abbandono e sfruttamento; la prevenzione dei danni e l’assistenza ai bambini nei loro bisogni fondamentali.

Due importanti proposte vengono formulate sul tema dal Rettor Maggiore:

– una riguarda il cambiamento di strategia del modo di pensare e di agire per promuove i diritti umani attraverso un uso creativo del Sistema Preventivo: occorre, al riguardo, infatti, vedere il Sistema Preventivo non più come una semplice alternativa al Sistema Repressivo ma come un eccellente strumento per promuovere i diritti umani; inoltre è necessario studiare ed elaborare il suo potenziale intrinseco per la promozione dei diritti umani e utilizzarlo per gli stessi;

– la seconda riguarda la necessità di educare i giovani a rivendicare i loro diritti: se i diritti non vengono rivendicati, è molto probabile che vengano ignorati.

La Strenna 2020 offre l’opportunità di sottolineare la visione dell’Osservatorio Salesiano per i Diritti  dei Minori che si impegna da oltre quattro anni a promuovere la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nell’ottica del sistema preventivo.

I salesiani di Don Bosco attraverso L’Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori continuano, infatti, a realizzare l’impegno di prevenzione di sviluppo umano integrale, di costruzione di un mondo più equo e più giusto dove si è minori di diritto.

“Il diritto di essere amati – a 30 anni dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Scandicci sabato 1 febbraio.

A Scandicci sabato 1 febbraio 2020 alle ore 16.00 presso il Teatro dei Salesiani (Via Torregalli 13) si svolgerà la Tavola Rotonda “Il diritto di essere amati – a 30 anni dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Interverranno il Prof. Avv. Andrea Farina – Coordinatore dell’Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori-; il Dott. Alessandro Iannini – Delegato emarginazione e disagio Salesiani per il Sociale Italia Centrale Aps; Luca Santoni – Assistente Sociale e Yuna Kashi Zadeh – Presidente de “La Melagrana” Aps.

La finalità della Tavola rotonda – spiega Don Giorgio Mocci Direttore Salesiani Scandicci – è quella di richiamare l’attenzione sull’importante lavoro che i Salesiani di Scandicci stanno portando avanti per aprire una comunità semiresidenziale per minori, che rappresenta per i Salesiani una novità e un impegno necessario per colmare un vuoto presente nel territorio.

Il diritto di essere amati va riconosciuto sempre a favore dei più piccoli ed è garantito dai Salesiani che ogni giorno si pongono al servizio dei ragazzi più poveri con l’amorevolezza insegnata da Don Bosco. – Don Giorgio Mocci.

Al riguardo, Yuna Kashi Zadeh  parlerà della nuova realtà Semiresidenziale di Scandicci, un centro nato per aiutare i giovani con difficoltà familiari e scolastiche e per garantire assistenza sociale educativa e affettiva.

Il Dott. Alessandro Iannini descriverà i modi in cui i Salesiani dell’Italia Centrale stanno rispondendo ai bisogni dei ragazzi più poveri, ricordando la necessità di avviare percorsi di semiresidenzialità per aiutare le famiglie in difficoltà. In questo contesto il sistema preventivo di Don Bosco risulta essere particolarmente indicato per la condizione che vivono questi ragazzi, perché, in grado di offrire una rete di tutele e di relazioni che vanno a nutrire i bisogni dei ragazzi.

Don Emanuele De Maria – Presidente Salesiani per il sociale Italia Centrale Aps al riguardo dichiara:

La tutela dell’infanzia e dell’adolescenza ha sempre rappresentato una priorità del lavoro  dei Salesiani che ogni giorno si confrontano con le esigenze del territorio e propongono di realizzare attività di prevenzione e supporto alle famiglie – Don Emanuel De Maria –

Il Prof. Avv. Andrea Farina introdurrà la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che ad oggi rappresenta una vera e propria “rivoluzione culturale”, avendo elevato la persona di minore età da oggetto di protezione a soggetto titolare di diritti, determinando una rottura con il passato e gettando solide basi per costruire una “nuova” identità del minorenne, quale soggetto di diritto, attivo e partecipe. L’approccio innovativo del Sistema Preventivo – aggiunge il Prof. Avv. Farina – garantisce la promozione e difesa dei diritti dei minori come previsto dalla Convenzione di New York.

L’incontro permetterà una riflessione sulla necessità di muoversi in rete e di collaborare con le diverse realtà al fine di garantire una effettiva e reale tutela dei diritti dei minori .

“L’educazione è cosa di cuore: una fotografia dell’emergenza educativa a Roma e nel Municipio VII” – Roma 30 gennaio Basilica Parrocchiale San Giovanni Bosco

A Roma il 30 gennaio 2020, ore 19.00, in occasione della festa di D. Bosco, si terrà l’incontro “L’educazione è cosa di cuore: una fotografia dell’emergenza educativa a Roma e nel  Municipio VII” presso l’Auditorium della Basilica Parrocchiale “San Giovanni Bosco” (Tuscolano – Viale dei Salesiani, 9).

Relatori della giornata saranno il Prof. Giuliano Vettorato sdb – Docente di Sociologia dell’emarginazione e devianza dell’Università Pontificia Salesiana – ed il Proff. Avv. Andrea Farina – Coordinatore dell’Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori -.

Il Prof. Vettorato analizzerà il problema relativo alla difficoltà di promuovere l’educazione in una città come quella di Roma che ha subito notevoli trasformazioni nel tempo, passando attraverso varie crisi, come quella economica ed industriale del 2007, che ha determinato una carenza di fondi (dall’edilizia ai servizi) portando una concentrazione della popolazione più benestante verso il centro e il trasferimento dei meno abbienti nelle borgate, che col passare del tempo si sono sentite emarginate.

Occorre distribuire in maniera più equa e funzionale la ricchezza, proprio per generare cultura: dove c’è meno ricchezza c’è meno cultura, che si nutre di luoghi comuni. Prof. Giuliano Vettorato sdb.

Un altro problema che verrà analizzato dal Docente è quello relativo allo spostamento dei giovani al di fuori del raccordo anulare, circostanza che si pone in contrasto con le effettive esigenze dei nuovi nuclei familiari, costretti  ad affrontare un ulteriore disagio per raggiungere le attività produttive collocate tutte nel centro città.

Il Prof. Avv. Andrea Farina analizzerà il fenomeno dell’esclusione sociale che, oggi, vede sempre più individui e gruppi totalmente o parzialmente esclusi dalla piena partecipazione alla società.

Essere esclusi non significa essere poveri da un punto di vista monetario, quanto piuttosto non disporre dell’istruzione che consenta di cogliere le opportunità per realizzare se stessi, o non sentirsi pienamente parte della propria comunità a causa della mancanza di lavoro, o essere discriminati per il proprio genere, avere problemi di alloggio, in generale subire le differenze tra quartieri in termini di sviluppo umano. – Prof. Avv. Andrea Farina.

Si cercherà, quindi, di riflettere su alcuni quesiti “come governare una città che si trova ad affrontare simili difficoltà? Cosa può fare l’ambiente salesiano che deve farsi propositivo di educazione?Come riuscire a coinvolgere maggiorenne le Autorità e le Istituzioni?”.

L’educazione è un’impresa sempre più difficile in questi tempi: la soluzione è un lavoro di sinergia fra tutti gli operatori, affinché collaborino insieme per far si che le forze siano usate in maniera più produttiva, evitando la dispersione delle energie per concentrarle su aspetti più importanti tra cui il lavoro, l’educazione e il senso civico.

“Disagio giovanile e trasgressione: una richiesta di aiuto?” Olbia – Oratorio Salesiano – 29 gennaio per discutere sul tema

Nel desiderio di metterci in attento ascolto del mondo giovanile di Olbia la Consulta di Pastorale Giovanile della città desidera condividere con quanti sono impegnati in campo educativo a vario titolo (Genitori, Educatori, Ingegnanti, Istituzioni civili ed ecclesiali, scuole, associazioni educative-sportive-espressive-culturali) una opportunità di ascolto, riflessione, confronto e dibattito sulla realtà giovanile olbiese nell’intento di elaborare una “grammatica educativa condivisa”.

Ci incontreremo Mercoledì 29.01.2020 ore 20,45 c/o Salone Oratorio della Parrocchia di San Ponziano Papa in Via Monza 8ad Olbia.

Tema: “Disagio giovanile e trasgressione: una richiesta di aiuto?”

Interverranno rappresentanti delle Forze dell’Ordine della città: Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e di Stato.

Pubblicato il documento di ascolto e proposta “AgiAscolta. I diritti dei ragazzi di area penale esterna”

Pubblicato dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza il documento di ascolto e proposta AgiAscolta. I diritti dei ragazzi di area penale esterna”.

Per la realizzazione dello scritto si è proceduto all’ascolto in otto città italiane (Torino, Milano, Venezia, Roma, Perugia, Napoli, Reggio Calabria, Palermo), sia di operatori della giustizia minorile sia degli under 18 che hanno commesso un reato.

«Si tratta – si spiega nella presentazione – dei minorenni in “area penale esterna”, vale a dire ragazzi e ragazze in attesa di processo, o sottoposti a misura cautelare non detentiva, o che beneficiano della messa alla prova oppure quelli condannati che usufruiscono di una misura alternativa o sostitutiva alla detenzione».

Tre le tematiche affrontate: la fase processuale (ingresso nel circuito penale, impatto con le forze dell’ordine, rapporti con l’autorità giudiziaria, presa in carico dei servizi minorili della giustizia); la costruzione del progetto educativo dell’autore del reato; il rapporto con la famiglia e il territorio.

Grazie all’ascolto dei protagonisti del processo penale minorile sono emerse le problematicità del sistema, per il cui superamento l’Autorità Garante ha predisposto una serie di raccomandazioni.

Alcune delle raccomandazioni rivolte dall’Autorità Garante: bilanciare le esigenze di protezione con le esigenze educative del minorenne autore di reato, in modo che la risposta penale risulti misurata al fatto e attivi processi di assunzione di responsabilità; una maggiore collaborazione tra istituzioni per la segnalazione delle situazioni di abbandono e dispersione scolastica, e la promozione di percorsi di consapevolezza digitale nelle scuole e di programmi per la prevenzione del bullismo; garantire nel corso dello svolgimento del processo penale minorile spazi di ascolto qualificato e attento adeguato alla personalità e alle capacità del minorenne imputato; una comprensibilità maggiore, per i ragazzi, dei ruoli, dei meccanismi e della terminologia del processo penale minorile; prevedere maggiori risorse per il personale e per le politiche di prevenzione e sostegno della famiglia e della genitorialità.

Il testo completo su: https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/agiascolta.pdf

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3^ Edizione della Conferenza Annuale “Il Sistema Preventivo di Don Bosco e i Diritti dei Minori. A 30anni dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza”

Il 18 gennaio 2020, dalle ore 15.30 alle 18.30, presso l’Auditorium dell’Istituto Salesiano Madonna degli Angeli di Alassio, si terrà la terza edizione della Conferenza annuale con la quale prenderanno avvio ufficialmente i festeggiamenti per i 150 anni di presenza salesiana in città. Il tema scelto per l’appuntamento, coerentemente con l’impegno da sempre assunto dalla Congregazione è “Il sistema preventivo di don Bosco e i diritti dei minori. A 30 anni dalla convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.
Interverranno all’iniziativa don Pascual Chavez Villanueva, Rettor Maggiore emerito della Congregazione salesiana, il prof. Andrea Farina, coordinatore dell’osservatorio salesiano per i diritti dei minori dell’Italia centrale.
A moderare l’incontro don Roberto dal Molin, presidente del Centro Opere Nazionali Salesiani.

Il tema scelto per l’appuntamento, coerentemente con l’impegno da sempre assunto dalla Congregazione è “Il sistema preventivo di don Bosco e i diritti dei minori. A 30 anni dalla convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.
Interverranno all’iniziativa don Pascual Chavez Villanueva, Rettor Maggiore emerito della Congregazione salesiana, il prof. Andrea Farina, coordinatore dell’osservatorio salesiano per i diritti dei minori dell’Italia centrale.
A moderare l’incontro don Roberto dal Molin, presidente del Centro Opere Nazionali Salesiani.

Al termine dell’evento seguirà un buffet per i partecipanti. Per motivi organizzativi è gradita la conferma dell’eventuale partecipazione.

Vai al sito: https://www.donboscoalassio.it/2020/01/03/conferenza-annuale-il-sistema-preventivo-di-don-bosco-e-i-diritti-dei-minori/

Per segnalare la partecipazione o per richiesta di ulteriori informazioni scrivere a alassio-direttoresdb@donbosco.it.

IL COMITATO DEI MINISTRI DEL CONSIGLIO D’EUROPA INDICA I PRINCIPI E LE LINEE GUIDA PER LA TUTELA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI.

Attraverso la raccomandazione adottata l’11 dicembre scorso il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa si è rivolto agli Stati membri affinché adottino un sistema di tutela efficace per i minori stranieri non accompagnati o separati dalle famiglie.

L’obiettivo principale del documento è quello di assicurare che i diritti e il superiore interesse dei minori trovino tutela secondo gli standard internazionali ed europei.

Nel documento vengono elencati i principi e linee guida destinati a istituzioni e operatori impegnati nella protezione, accoglienza, assistenza e benessere di bambini e ragazzi soli.

Si raccomanda: di adottare una normativa che garantisca la nomina senza ritardi dei tutori volontari, adeguatamente selezionati, qualificati e supportati nel loro mandato da un’autorità competente, di assicurare che le misure di tutela corrispondano alle esigenze mutevoli, incluse le misure di emergenza, di assicurare che ai minori siano dati informazione e consigli e che abbiano accesso a meccanismi di denuncia indipendenti e a strumenti per esercitare i loro diritti e per agire contro le violazioni degli stessi.

I principi mirano a garantire ai minorenni l’accesso alla giustizia e rimedi efficaci, nonché a migliorare la cooperazione e il coordinamento tra i soggetti interessati, anche a livello internazionale.

Gli Stati sono quindi chiamati a trovare soluzioni sostenibili e basate sui diritti per proteggere i minori migranti dall’abbandono, dalla tratta per sfruttamento sessuale, dal coinvolgimento in attività criminali, dal lavoro forzato, dalla tortura e da altre pratiche pericolose o forme di violenza, incluse quelle basate sul genere.

Testo della raccomandazione:

https://search.coe.int/cm/Pages/result_details.aspx?ObjectId=0900001680993db7