Emergenza educativa, povertà , prevenzione e contrasto alle violenze. La Relazione al Parlamento dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Investire sull’infanzia e l’adolescenza significa investire sul presente e sul futuro del Paese”. È quanto scrive Filomena Albano, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza nella Relazione al Parlamento sull’attività del 2017 presentata ieri mattina nella sala Koch di Palazzo Madama.
In oltre 200 pagine, sono riassunte le iniziative svolte sul piano nazionale e internazionale dell’Autorità a tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nella convinzione che, come ha sottolineato Albano,

“i diritti o sono di tutti o non sono di nessuno”

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Facebook sotto accusa. La violazione della privacy avviene attraverso i dispositivi mobili

Facebook ancora nel mirino sul fronte della violazione della privacy: secondo quando scrive il New York Times, nel tempo avrebbe stipulato accordi con almeno 60 produttori di smartphone, tablet e altri dispositivi mobili, permettendo loro di accedere ai dati personali di migliaia di utenti e dei loro ‘amici’ senza esplicito consenso. Tra i gruppi con cui il colosso di Mark Zuckerberg negli ultimi dieci anni avrebbe siglato intese ci sarebbero Apple, Amazon, BlackBerry, Microsoft e Samsung. Continua a leggere “Facebook sotto accusa. La violazione della privacy avviene attraverso i dispositivi mobili”

Trasparenza, responsabilità e diritto all’oblio: i principi più rilevanti del nuovo GDPR

Dal 25 maggio 2018 si applica in tutti gli Stati membri dell’Unione europea il nuovo Regolamento europeo generale sulla protezione dei dati (chiamato più semplicemente GDPR-General Data Protection Regulation) che abroga la Direttiva 95/46/CE. In Italia, esso va a sostituire il codice in materia di protezione dei dati personali, approvato con il Decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003. Sostanzialmente sono introdotte regole più chiare in materia di informativa e di consenso e sono definiti i limiti riguardanti il trattamento automatizzato dei dati personali. Vengono, inoltre, poste le basi per l’esercizio di nuovi diritti e stabiliti dei criteri rigorosi in caso di trasferimento dei dati al di fuori dell’Unione europea e per i casi di violazione dei dati personali. Il Regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, è vincolante e non richiede una legge di recepimento nazionale. Si applica integralmente anche a quelle imprese presenti su territori non facenti parte dell’Unione europea, le quali offrono servizi o prodotti a persone che si trovano invece sui territori degli Stati membri. È chiaro dunque che le aziende, ovunque stabilite, che abbiano a che fare con l’UE dovranno rispettare queste nuove regole. Continua a leggere “Trasparenza, responsabilità e diritto all’oblio: i principi più rilevanti del nuovo GDPR”

Le nuove regole dell’UE per la protezione dei dati personali. Quali sono i cambiamenti?

Ci siamo. Da oggi 25 maggio tutti i cittadini europei hanno un nuovo regolamento, il GDPR, (il General Data  Protection Regulation o Regolamento Ue 2016/679) a tutela dei propri dati personali e sensibili . Una normativa che cambia e innova il sistema in vigore, assicurando una maggiore protezione della privacy e uniformando le leggi europee esistenti. Le persone e le imprese, tanto quelle che offrono servizi nell’ambito dell’Unione Europea sia quelle con sede al di fuori dell’Unione, avranno pari diritti  in ogni Paese europeo  per ciò che riguarda la tutela e il pieno controllo delle informazioni che le riguardano.  Quali sono i principali cambiamenti? Continua a leggere “Le nuove regole dell’UE per la protezione dei dati personali. Quali sono i cambiamenti?”

L’impulso dello «sharenting» e il furto d’identità

Secondo la banca Barclays entro il 2030 lo «sharenting», come viene chiamata in inglese la condivisione delle foto, sarà responsabile dei due terzi dei furti d’identità commessi online ai danni di persone giovani. Nonostante i ripetuti moniti a non pubblicare foto di minori sui social network, i genitori non resistono. rivela che il 75% dei genitori ha condiviso immagini dei loro figli rivelando dettagli personali utili ai criminali e il 30% ha detto di avere almeno una password che contiene nomi della famiglia o date importanti.

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Facebook e minori, nuove regole e tentativi di tutele

“Le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi Ue avranno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere azioni specifiche su Facebook“. È l’annuncio del social network che, con un documento ufficiale, ha spiegato i cambiamenti che la piattaforma ha avviato per adattarsi al Gdpr, il Regolamento Europeo sulla privacy. Tutti gli aggiornamenti saranno poi estesi al resto del mondo. Continua a leggere “Facebook e minori, nuove regole e tentativi di tutele”

Social e figli. La legge a tutela dei minori

Può considerarsi sempre legittimo questo “condividere” e “postare” l’immagine del figlio, sin dal momento della sua venuta al mondo? La questione non è stata sottovalutata dai giudici, che l’hanno recentemente affrontata in prospettiva garantista del minore. Infatti, si è scelto di punire il genitore che non si preoccupa, nel postare le fotografie sui portali più seguiti, della lesione del diritto alla riservatezza e all’immagine personale del figlio. Il Tribunale di Roma,  nel dicembre 2017, ha stabilito che l’autorità giudicante, oltre a poter ordinare la rimozione dai social network (su richiesta di uno dei genitori) delle immagini del minore, può anche prevedere una sanzione per il genitore che le ha postate. Continua a leggere “Social e figli. La legge a tutela dei minori”

Datagate anche per Youtube, ecco le regole europee sulla privacy dei minorenni

L’esposto alla Federal Trade Commission americana assume valore anche per gli utenti italiani, non solo di YouTube ma anche dei social network che, come noto, trattano anche dati di minori con meno di 13 anni. Si dirà che i social network non hanno un obbligo di controllo preventivo. Lo ha ribadito la Corte di giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 16 febbraio 2012, causa C- 360/10.
Si legge nella motivazione che i filtri preventivi rappresenterebbero “una grave violazione della libertà di impresa del prestatore di servizi di hosting, poiché li obbligherebbe a predisporre un sistema informatico complesso, costoso, permanente e unicamente a sue spese”.

Cosa dice la legge
L’art. 8 del nuovo Regolamento UE 2016/679, che diventerà applicabile anche in Italia dal 25 maggio prossimo, prevede però – per tutte le piattaforme on-line – che “il trattamento di dati personali del minore è lecito ove il minore abbia almeno 16 anni. Ove il minore abbia un’età inferiore ai 16 anni, tale trattamento è lecito soltanto se e nella misura in cui tale consenso è prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale”.

Affinché le disposizioni del nuovo Regolamento Ue non restino soltanto una petizione di principio occorre allora capire in che modo i social network saranno chiamati ad effettuare i controlli e se stanno già predisponendo dei sistemi per assicurarsi la verifica dell’età dei propri iscritti. Da parte delle autorità italiane, invece, c’è da vedere se verranno effettivamente eseguiti controlli, ispezioni e nel caso comminate le sanzioni previste, esattamente come avviene per tutte le aziende stabilite in Europa. I social network non fanno eccezione, dal momento che sono titolari dei dati personali degli utenti e hanno sedi anche in Europa dove avviene il trattamento dei dati di molti iscritti.

Gli esposti in Italia al Garante per la protezione dei dati personali
In realtà anche in Italia sono stati presentati degli esposti per presunti trattamenti illeciti dei dati personali dei minorenni, addirittura ben prima che in America. A sollevare la polemica fu il caso dell’ebook delle donne single della provincia di Lecco e di Monza, messo in vendita la scorsa estate e che catalogava 1.218 profili di donne, anche minorenni. In quel caso venne presentato un esposto al Garante per la protezione dei dati personali per chiarire in che modo venissero trattati i dati degli utenti minorenni, ma le ispezioni alla sede europea di Facebook Ireland Ltd non vennero mai effettuate, né furono chiesti controlli o cambiamenti delle impostazioni che consentono ai minori in Italia di iscriversi ai social network.

Ragazzi in fuga da Facebook : “Mi leggono i genitori”

Stando all’ultimo report trimestrale del team di Zuckerberg, in Nord America, dove si registra il più elevato bacino di utenza, il numero di iscritti è sceso nel 2017 di un milione (da 185 a 184). Il calo ha riguardato soprattutto gli under 25, con un picco nella fascia dai 12 ai 17 anni che è diminuito del 9,9%. Secondo le stime di eMarketer, Facebook perderà 2 milioni di utenti sotto i 25 anni entro la fine di quest’anno.

Ma quali sono le piattaforme di esodo dei giovanissimi? Continua a leggere “Ragazzi in fuga da Facebook : “Mi leggono i genitori””