Educazione

La dispersione scolastico-formativa

Nell’odierno dibattito pubblico si sente spesso parlare di “questione giovanile”, di giovani “Neet” e di dispersione scolastico-formativa. Il Paese italiano è al di sopra della media europea per ciò che concerne l’aumento dei giovani “Not -engaged- in Education, Employment or Training” (Neet), i quali hanno anche un basso tasso di scolarizzazione, e per ciò che riguarda la dispersione scolastico-formativa (il 15% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni posseggono solo il diploma di scuola media inferiore). Le politiche educative odierne non sono d’aiuto in questo, poiché l’Italia ancora non possiede un’Anagrafe Nazionale in grado di integrare e rendere fruibili informazioni sui percorsi di ciascun ragazzo in diritto di dovere scolastico.

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Il Gruppo CRC insiste su questa raccomandazione: integrare le anagrafi regionali con l’Anagrafe Nazionale per avere dei numeri precisi e attuali che possano permettere un intervento mirato ed efficace nelle politiche che riguardano il contrasto all’abbandono.

Due sono gli elementi importanti per contrastare l’abbandono riportati nel IX Rapporto del Gruppo CRC, che attualmente sono stati presenti in Italia:

  1. Un investimento al livello politico ed economico sugli interventi e sulla valutazione di impatto, un esempio ancora non sufficientemente adeguato lo troviamo nella pratica promossa dal MIUR con il “Programma Operativo Nazionale Per la Scuola- Competenze e ambienti per l’apprendimento” ;
  2. Costituire e attivare reti multi-funzionali che sviluppino interventi di sistema gestiti da diversi attori, nonostante la fatica del lavorare in cooperazione e l’evidente rarità di governance condivise funzionali. In Italia è stato realizzato il “Programma di contrasto dell’abbandono scolastico e del fallimento formativo in aree di esclusione sociale”, nell’ambito del Piano di Azione Coesione, di cui però ancora non si conoscono i risultati.

La sfida odierna è quella di portare al successo formativo ogni giovane italiano; ciò ha a che fare con la qualità della vita del nostro Paese, considerando che, la mancata acquisizione di competenze chiave è legata a condizioni di svantaggio sociale.

Indubbiamente gli interventi da fare, raccomandati anche dal Gruppo CRC, sono:

– Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di completare l’integrazione tra l’Anagrafe Nazionale degli Studenti e le anagrafi regionali;

– Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e alle Regioni di promuovere una valutazione integrata degli interventi per il contrasto alla dispersione scolastica, verificandone l’impatto.