Il racconto dei minori non accompagnati che arrivano in Italia

«Un giorno ha piovuto fortissimo, io e mia sorella eravamo a scuola e quando siamo tornati la nostra casa era crollata e i nostri genitori erano morti. La casa era stata costruita con dei soldi prestati ma anche se non c’era più il debito andava saldato. Le persone con cui mio padre era in debito venivano a minacciarmi continuamente ma io non sapevo come pagare. Così un giorno ho seguito un amico più grande che andava in Libia. Quando è arrivato il momento di partire i trafficanti mi hanno spinto sulla barca, mi hanno colpito e mi hanno fatto saltare un dente. A un certo punto l’acqua ha iniziato a entrare nel gommone. Io non so nuotare, ero spaventatissimo. Poi una nave italiana ci ha salvato. Ero così felice di non essere morto…».

È la storia di R., originario della Nigeria, arrivato in Italia a luglio 2016 a soli 16 anni. 

Migliaia di minori scomparsi nel nulla. Bambini, affidati alle istituzioni, di cui non vi è più alcuna traccia. Irreperibili. Sono i ‘fantasmi’ dell’accoglienza italiana. Un migrante su otto, soccorso in mare e approdato in Italia, è un minore straniero non accompagnato. Un bimbo/ragazzino senza famiglia: solo. Provengono da viaggi infernali, durati mesi e mesi. La maggior parte di loro perde la cognizione del tempo e diventa adulta, tra violenze e privazioni. Secondo il ministero dell’Interno, nel 2016 è sbarcato in Italia il 108% dei minori non accompagnati in più rispetto all’anno precedente: 25.772 contro i 12.360 del 2015. Oltre il doppio. Diecimila di loro sono scomparsi. Oggi con gli accordi stipulati con la Guardia Costiera libica e le milizie che gestiscono il traffico di migranti, gli arrivi in Italia sono nettamente ridotti. In questi anni la Sicilia è la Regione che ha accolto il maggior numero di minori stranieri non accompagnati, seguita dalla Calabria. In teoria, da protocollo, sarebbe necessario svolgere indagini (anche nei loro Paesi di origine o in Paesi terzi) per individuarne i familiari. Di queste ricerche, però, in Calabria sulle centinaia di ragazzini sbarcati ne sono state avviate solo quattro.

Leggi le testimonianze su Corriere. it e sfoglia il fotoracconto.

Pubblicato da

Minorididiritto

L’azione dell’Osservatorio è di promuovere e difendere i diritti umani e dei minori per lo sviluppo integrale della vita dei giovani soprattutto i più poveri e svantaggiati per realizzare l’impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un modo più equo, più giusto e più salubre. Minori Protagonisti di Diritto è il nostro motto che indica la nostra intenzione di promozione dei principi propri della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata il 20 novembre 1989 presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il nostro obiettivo è di promuovere la conoscenza della Convenzione ONU, della normativa Europea ed in particolare quella Nazionale e delle pratiche significative per fare dei Diritti Umani la forma più avanzata di rinnovamento del Sistema Preventivo in quanto metodo educativo che Don Bosco ha praticato con intuizione profetica e che ci ha lasciato per la formazione dei giovani in Italia e nei Paesi più Poveri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...