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I diritti umani compiono settant’anni

Manifestazioni in tutto il mondo per la Giornata mondiale dei diritti umani che si celebra il 10 dicembre, giorno in cui fu approvata dall’ONU nel 1948 la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che compie settant’anni.

Il documento rappresenta un riferimento essenziale per l’educazione interculturale: è costituita da un preambolo e da trenta articoli che fissano valori cardine come l’uguaglianza, la libertà e la dignità di tutti gli uomini, il diritto al lavoro, all’istruzione e l’irrilevanza di distinzioni di razza, colore, religione, sesso, lingua e opinione politica. 

Pur essendo priva di effetti obbligatori per gli Stati, la Dichiarazione ha ispirato le Carte costituzionali di tanti Paesi per il riconoscimento dei diritti inviolabili. La dichiarazione è frutto di una elaborazione secolare, che parte dai primi principi etici classico-europei stabiliti dalla Bill of Rights e dalla dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, ma soprattutto dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione francese, i cui elementi di fondo (i diritti civili e politici dell’individuo) sono confluiti in larga misura in questa Carta.

La Dichiarazione universale dei diritti umani rappresenta un «ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni», come recita il Preambolo. Si tratta di diritti che nessuno Stato o organizzazione regionale o internazionale potrà mai “concedere”ma solo “riconoscere”: i diritti umani sono connaturati in ciascuno di noi per il solo fatto di essere nati. La Dichiarazione è «all’origine di un nuovo Diritto internazionale». Ed è già stata in grado di recepire «principi di etica universale e di traghettarli in tutti i campi, dalla politica all’economia», come scriveva il professor Antonio Papisca del Centro di Ateneo per i Diritti umani dell’Università degli Studi di Padova.

Un sogno, quello del pieno riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo, che in questo periodo storico sembra ancora lontano. Come Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori crediamo che ogni Stato che si definisce “democratico” deve garantire – ai suoi cittadini e a quanti si trovano in un determinato territorio – il rispetto di questi valori che sono alla base delle Carte Costituzionali di ogni Paese. 

Qui il testo del documento

 

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