Pubblicato il 13° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia del Gruppo CRC

È online il 13° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (13° Rapporto CRC), pubblicato dal Gruppo CRC in occasione della giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Alla stesura del documento hanno contribuito oltre 100 associazioni che fanno parte del Gruppo CRC.

La fotografia restituita dal Rapporto ritrae una realtà in cui le giovani generazioni che vivono nel nostro Paese manifestano un malessere diffuso, che si esprime in diversi modi, ma riguarda tutte le sfere dell’esistenza e coinvolge le diverse fasce d’età.

I dati a disposizione parlano chiaro: in Italia 1 giovane su 10 abbandona precocemente gli studi; 1 bambino su 5 tra i 6 e i 10 anni non pratica sport; quasi il 12% degli adolescenti (a maggioranza maschile) è a rischio di dipendenza dai videogiochi; tra gli studenti di 15-19 anni il 9,1% si è isolato volontariamente per 6 mesi o più; i disturbi del comportamento alimentare (soprattutto tra le ragazze di 15-19 anni) sono aumentati e nell’ultimo decennio è raddoppiato il numero di utenti che si rivolgono ai servizi di NPIA.

D’altro canto, come denunciato all’interno del Rapporto, di fronte alla crescente complessità della realtà attuale, gli adulti non riescono a fornire pienamente risposte adeguate ed essere sempre quei punti di riferimento di cui invece i più giovani avrebbero bisogno in ogni ambito della loro vita.

Inoltre, il lungo isolamento generato dalla pandemia ha portato anche al rarefarsi dei luoghi di incontro ed ha indotto molti ragazzi a chiudersi in se stessi e a un utilizzo eccessivo dei media, accentuando di conseguenza il rischio di dipendenza tecnologica.

«C’è una tendenza generale a vivere in maniera individuale: la nostra società è sempre meno “comunità” e sempre più “social”» si sottolinea nel Rapporto, evidenziando un’assenza di modelli educativi.

Su tutto questo pesa poi la percezione di un futuro incerto; un futuro caratterizzato da crisi economiche ricorrenti, crescenti disuguaglianze, pandemia, guerre anche ai confini dell’Europa.

Allo stesso tempo, però, si osserva un fenomeno positivo: in molti bambini e ragazzi è infatti cresciuta la consapevolezza delle sfide globali e la volontà di impegnarsi – personalmente e collettivamente – per affrontarle. «Su queste grandi risorse, di coscienza e di solidarietà, si può e si deve far leva per rendere bambini e ragazzi più protagonisti del loro presente e del loro futuro» si ribadisce nel Rapporto.

Così, il Gruppo CRC invita a intraprendere un ripensamento complessivo delle politiche con un orizzonte temporale di lungo periodo e coinvolgendo tutta la comunità educante, per non perdere di vista un’intera generazione. Insieme a questo, si riafferma con forza l’importanza di ascoltare i minorenni e di tenere conto delle loro esigenze per garantire la piena attuazione dei loro diritti, sollecitando la creazione di meccanismi di partecipazione dei più giovani ai processi decisionali, sui temi che li riguardano direttamente.

Ancora, nel Rapporto si pone l’accento su tre fenomeni critici che richiedono un’attenzione immediata, ma anche risposte di lungo periodo: povertà minorile, ambiente e cambiamenti climatici, natalità e supporto alla genitorialità.

In conclusione, per fornire risposte adeguate, il Gruppo CRC rinnova la necessità di uscire dalla logica degli interventi per singoli “settori” per avviare invece un processo di ricomposizione, in grado di promuovere il benessere complessivo dei minorenni.

Il 13° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia è scaricabile sul sito del Gruppo CRC nella sezione “Pubblicazioni”.

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