Povertà educative

Don Stefano Aspettati del Borgo Ragazzi Don Bosco spiega chi sono i “giovani invisibili”

La povertà educativa è un problema che non riguarda solamente la scuola, ma è da considerarsi un fallimento familiare e sociale.

Ieri mattina nel programma televisivo Buongiorno Regione don Stefano Aspettati del Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma ha parlato di abbandono scolastico e di “ragazzi invisibili alla società civile”. Questi ragazzi invece esistono, anzi saranno i protagonisti dello spettacolo “150 giovani in cerca d’autore” che debutterà questa sera, alle 20.30, presso il Teatro sociale Filippo Smaldone (zona Prenestina).

In merito alla dispersione scolastica, purtroppo, non è facile riscontrare dati certi. L’obiettivo Europa 2020 prevede di ridurre la percentuale dell’abbandono scolastico al di sotto del 10% ma “una volta arrivati all’obiettivo, dobbiamo sempre porci il problema che un ragazzo su dieci ce lo siamo perso. Che fine farà?“.  Il Borgo Ragazzi Don Bosco si appresta a festeggiare, proprio quest’anno, il settantesimo anno dall’inizio delle sue attività, costantemente al fianco dei ragazzi, gli ultimi, i più svantaggiati, in continuità con l’amore incondizionato di San Giovanni Bosco.

Volontari, educatori, professionisti ogni giorno cercano di prevenire il fenomeno dell’abbondono scolastico con passione e impegno. Accanto al loro costante lavoro, meritevole di lode è anche quello “svolto dai Centri di Formazione Professionale, sostenuti da una buona – e migliorabile – legge regionale. I Centri – continua don Aspettati – aiutano a sviluppare le capacità di quei ragazzi dotati di intelligenza manuale, che una scuola tradizionale non riesce a stimolare completamente”.

Al centro del progetto educativo non ci sono solo i ragazzi, ma anche le famiglie, in particolare quelle più fragili. Il Centro Accoglienza Minori del Borgo Ragazzi Don Bosco si occupa, infatti, del recupero di ragazzi che “sono usciti dall’obbligo formativo senza titoli e che si sono persi, perché coinvolti in circuiti penali o semplicemente spariti dalla circolazione. Ridargli dignità è lo sforzo e l’obiettivo più importante perché – sottolinea don Stefano Aspettati – sono invisibili fin quando non si ritrovano nei guai”.

Secondo le statistiche rese note da Marco Rossi Doria, ex Sottosegretario all’Istruzione e coordinatore della Cabina di regia sulla dispersione scolastica e la povertà educativa “in dieci anni l’abbandono scolastico si è ridotto di sette punti percentuali, arrivando nel 2016 al 13,8% contro il 20,8% di dieci anni prima”. Da maggio a oggi  il gruppo ha lavorato sulla documentazione già prodotta in sedi istituzionali quali il Consiglio dell’Unione europea, l’Onu, il Parlamento italiano e sull’analisi delle buone pratiche già presenti in Italia, per scrivere un documento che oltre ad una panoramica completa sul fenomeno offre ora una serie di raccomandazioni sulle azioni da mettere in campo per contrastare con forza la dispersione scolastica e le povertà educative.

Tuttavia restano fortissimi gli squilibri territoriali, con Sicilia, Campania, Sardegna ben al di sopra della media nazionale, così come percentuali più alte di abbandono si registrano fra gli alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia e fra coloro che partono da condizioni economiche e sociali meno vantaggiose. A confermarlo è proprio don Aspettati che aggiunge a tal proposito: “il lavoro di prevenzione per evitare la dispersione scolastica coinvolge quasi esclusivamente i ragazzi stranieri, però – conclude – questo non vuol dire che la situazione dei ragazzi italiani sia molto diversa in termini di abbandono scolastico”.

Proprio oggi venerdì 12 gennaio alle ore 20.30, presso il teatro Filippo Smaldone (zona Prenestina), i ragazzi del Borgo Ragazzi Don Bosco metteranno in scena uno spettacolo, dal titolo “150 giovani in cerca d’autore“, per dare avvio alla campagna di raccolta fondi, promossa insieme all’associazione Rimettere le Ali Onlus.

 

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