Papa Francesco: «Oggi peggio che a Sparta, si scartano i bambini con le malformazioni»

San Giovanni Rotondo – No all’aborto selettivo. «Chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio».  La prima cosa che Papa Francesco ha voluto fare arrivando a San Giovanni Rotondo  è stata andare a trovare i piccoli malati terminali che sono in cura alla Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale fondato dal Santo. Una grande struttura che, dopo il risanamento degli ultimi dieci anni, viene considerato un fiore all’occhiello di tutta la sanità pugliese. E’ ai bambini che Bergoglio ha dedicato particolare affetto e vicinanza. La visita inizia dal reparto al terzo piano dove si trovano i bambini più ammalati. E’ lì che girando di stanza in stanza incoraggiando i genitori e strappando sorrisi ai piccoli pazienti senza capelli per le cure pesantissime, elabora un pensiero che più tardi, alla messa celebrata davanti al vecchio santuario, esplicita a braccio, facendo un parallelo tra la società di Sparta che scartava i bambini con le malformazioni, e l’attuale dove tante patologie riscontrate attraverso gli esami prenatali sono all’origine di aborti selettivi.

«Spesso nella nostra società, si arrivano a scartare tanti i bambini perchè in fondo non servono. Come se quello che non produce debba essere messo da parte. Tante volte i piccoli non sono voluti. Allo stesso modo vengono scartati anche gli anziani».

 

«Da bambino – ha raccontato il Papa parlando a braccio alla messa – a scuola ci insegnavano la storia degli spartani. A me ha sempre colpito quello che ci diceva la maestra, che quando nasceva un bambino o una bambina con malformazioni, lo portavano alla cima del monte e lo buttavano perché non ci fossero questi piccoli. Noi bambini dicevamo: ‘ma quanta crudeltà’. Oggi però noi facciamo lo stesso. Con più crudeltà, e sicuramente con più scienza. Quello che non serve, quello che non produce, va scartato: questa è la cultura dello scarto. I piccoli non sono voluti oggi. E per questo Gesù è lasciato da parte»

 

Mentre si trovava in visita al reparto oncologico i medici che lo accompagnavano hanno raccontato al Papa che in quel momento era in corso un espianto di organi da un diciottenne in morte cerebrale: il suo cuore, il fegato e le cornee andranno a salvare diverse persone grazie «alla generosità di una famiglia che ha accettato di donare gli organi del loro figliolo a chi ne ha bisogno».

 

«Con umiltà e speranza – gli hanno detto i sanitari – ci affidiamo a lei per rivolgere un messaggio a tutti gli uomini di buona volontà che ogni giorno donano i propri organi per restituire la vita ad un proprio simile».

 

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