IL PROCEDIMENTO PENALE MINORILE E LA GIUSTIZIA RIPARATIVA L’IMPORTANZA DELL’ATTENZIONE DELLE AUTORITÀ E DELLE ISTITUZIONI DI RIFERIMENTO

Si è concluso ieri presso l’Istituto Salesiano Don BoscoCagliari – il progetto promosso dall’Associazione Salesiani per il Sociale Italia Centrale – Aps in collaborazione con l’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori con il contributo dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza di divulgazione del Documento di studio e di proposta AGIALa mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile”.

Significativa la presenza delle Autorità locali, tra cui la rappresentante del Questore di Cagliari e il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Cagliari, a testimonianza del fatto che le Istituzioni e i Servizi operano in sinergia tra loro per favorire il diffondersi della cultura della ristorative justice.

Dall’incontro è emerso come nella Regione Sardegna sia fortemente sentito il tema della giustizia riparativa e molte siano le iniziative volte al suo sviluppo.

L’assessore alle politiche giovanili, pubblica istruzione pari opportunità e affari generali del Comune di Cagliari – Dott.ssa Rita Dedola – ha richiamato l’importanza del ruolo delle Istituzioni che vanno viste come “amiche” e non “nemiche” del giovane reo, in grado di costruire una nuova realtà con i minori coinvolti nel circuito penale.

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Il Dott. Guido Pala – Presidente del Tribunale per i Minorenni di Cagliari – ha spiegato come il processo penale minorile abbia sempre dato un rilievo importante al reo al fine di aiutarlo, attraverso la rielaborazione del fatto, alla riabilitazione personale. Il reo mediante il confronto con la vittima riesce in maniera migliore a confrontarsi con la gravità di ciò che ha commesso ed è per questo che il Tribunale che rappresenta ricorre da anni alla mediazione penale. He permette di dare parola anche ha chi ha subito l’illecito.  Un ulteriore dato emerso dall’intervento del Presidente riguarda gli aumenti della mediazione penale tra figli e genitori, ovvero di casi in cui le vittime del reato commesso dal ragazzo siano gli stessi genitori, come nel caso dei reati di lesione.

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L’intervento della Dott.ssa Caterina Perra – Cgm Sardegna – ha evidenziato come non si può pretendere di fare giustizia se non si conferisce la giusta attenzione alla vittima. Il ragazzo acquisisce consapevolezza maggiore con il confronto con la vittima, le persone entrano in mediazione con due ruoli ben definiti, vittima e reo, e dopo che i ragazzi si incontrano le posizioni non sono più così nette perché “i giovani hanno la forza di guardarsi negli occhi e  ricucire gli strappi”. Si parla del 79% di esiti positivi della mediazione, si riesce a far incontrare vittima e reo anche se a livello nazionale si lamenta questa difficoltà. Importante la presenza capillare sul territorio dei mediatori per facilitare la riconciliazione.

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L’evento è stato arricchito dalla lettura di scambi epistolari avvenuti tra autori di reato e vittime. Nella prima testimonianza la mamma di una vittima minorenne ha sottolineato come si è sentita “sola” quando è stata catapultata suo malgrado nella realtà processuale e come sia stato importante sentirsi ascoltati dai mediatori attenti a comprendere lo stato d’animo delle vittime. In un’altra testimonianza è emersa l’importanza del percorso di mediazione anche per l’autore del reato, un ragazzo, infatti, racconta di come la responsabilità è come un tatuaggio che non si può cancellare e che le scuse sono doverose per ricostruire la propria vita.

Il Prof. Avv. Andrea Farina illustrando il documento Agia ha sottolineato l’importanza di diffondere questo nuovo senso di giustizia che restituisce ai soggetti coinvolti dignità ed unicità, l’incontro tra vittima e reo rappresenta un momento di crescita e riconciliazione per il reo e di ristoro per la vittima che può esternare il proprio disagio.

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La lettura pedagogica conferita della Dott.ssa Micol Trillo conferma che la giustizia riparativa si prospetta come risposta rigenerativa di fronte ad un illecito-danno-dolore, come una giustizia che cura, come una giustizia delle persone e delle relazioni, attenta alla persona, sensibile ai bisogni delle vittime, ma anche consapevole delle potenzialità dell’autore del reato.

Si ringraziano per la loro presenza Mons. Arrigo Miglio Arcivescovo di Cagliari e Don Michelangelo Dessì Direttore dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Cagliari, nonché,  l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Città Metropolitana di Cagliari – Donatella Olla – che ha ricordato l’importanza di promuovere incontri volti a parlare di giustizia riparativa per garantire il pieno sviluppo dell’istituto.

Alcuni momenti dell’incontro:

 

 

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Minorididiritto

L’azione dell’Osservatorio è di promuovere e difendere i diritti umani e dei minori per lo sviluppo integrale della vita dei giovani soprattutto i più poveri e svantaggiati per realizzare l’impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un modo più equo, più giusto e più salubre. Minori Protagonisti di Diritto è il nostro motto che indica la nostra intenzione di promozione dei principi propri della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata il 20 novembre 1989 presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il nostro obiettivo è di promuovere la conoscenza della Convenzione ONU, della normativa Europea ed in particolare quella Nazionale e delle pratiche significative per fare dei Diritti Umani la forma più avanzata di rinnovamento del Sistema Preventivo in quanto metodo educativo che Don Bosco ha praticato con intuizione profetica e che ci ha lasciato per la formazione dei giovani in Italia e nei Paesi più Poveri.

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