“Cosa ci porta a disprezzare i più deboli?”. Il Papa nella prima Omelia del 2018 a Santa Marta riporta l’attenzione sul bullismo

Si comincia dall’infanzia, da quando si è bambini e a scuola si aggredisce il più «debole» perché è grasso, è nero, è straniero o un po’ così. È quell’istinto che sociologi e psicologi identificano nel fenomeno del bullying , più semplicemente bullismo, il «forte che si prende beffa e disprezza il più debole». Per il Papa ha una radice chiara: Satana. «Forse gli psicologi daranno le loro spiegazioni di questa volontà di annientare l’altro perché è debole, ma io dico che questa è una delle tracce del peccato originale. Questa è opera di Satana», afferma Francesco nella messa a Santa Marta, la prima del 2018 dopo le vacanze. È evidente che sia così: «In Satana non c’è compassione».

Anche nella Bibbia, sottolinea il Pontefice nella sua omelia riportata da Vatican News, in cui commenta le letture della liturgia odierna, ci sono tracce di quest’odio che si trasforma in aggressione verbale e fisica.

«Io mi domando: cosa c’è dentro queste persone? Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, a maltrattare, a farci beffa dei più deboli?», riflette Papa Francesco. E oggi più che mai questa tendenza è andata crescendo: « Lo vediamo continuamente, nelle scuole, con il fenomeno del bullismo, aggredire il debole, perché tu sei grasso o perché tu sei così o tu sei straniero o perché tu sei nero, per questo… Aggredire, aggredire… I bambini, i ragazzi…», denuncia Francesco. E insiste: «Questo significa che c’è qualcosa dentro di noi che ci porta a questo. All’aggressione del debole. E credo che sia una delle tracce del peccato originale».

Come quando in noi nasce il desiderio di fare un gesto di carità diciamo «è lo Spirito Santo che mi ispira a fare questo», così quando «ci accorgiamo che abbiamo dentro di noi questo desiderio di aggredire quello perché è debole, non dubitiamo: c’è il diavolo, lì. Perché questa è opera del diavolo, aggredire il debole», rimarca il Papa.

E conclude la sua omelia invitando a chiedere al Signore «la grazia della compassione». «Quella è di Dio», in Satana non vi è traccia; il Signore invece «ha compassione di noi e ci aiuta a camminare».

 

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Minorididiritto

L’azione dell’Osservatorio è di promuovere e difendere i diritti umani e dei minori per lo sviluppo integrale della vita dei giovani soprattutto i più poveri e svantaggiati per realizzare l’impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un modo più equo, più giusto e più salubre. Minori Protagonisti di Diritto è il nostro motto che indica la nostra intenzione di promozione dei principi propri della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata il 20 novembre 1989 presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il nostro obiettivo è di promuovere la conoscenza della Convenzione ONU, della normativa Europea ed in particolare quella Nazionale e delle pratiche significative per fare dei Diritti Umani la forma più avanzata di rinnovamento del Sistema Preventivo in quanto metodo educativo che Don Bosco ha praticato con intuizione profetica e che ci ha lasciato per la formazione dei giovani in Italia e nei Paesi più Poveri.

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