Rete

Musical.ly tra divertimento e rischi

Mentre alcuni social vedono un calo dei giovanissimi tra i propri utenti, esistono alcune piattaforme che, sebbene non siano state inizialmente pensate per i minori, nel tempo sono state di fatto monopolizzate da bambini e ragazzini. È il caso di Musical.ly, un’applicazione musicale che permette di creare video di 15 secondi in cui si mimano, e si ballano, le proprie canzoni preferite. Conta più di 100 milioni di utenti, in gran parte tra gli 8 e i 18 anni: è un semplice gioco, o come per gli altri social è necessario non sottovalutarne i rischi?

Nel secolo dell’immagine Musical.ly è certamente uno dei social network che più di altri trasporta i bambini in un mondo che non dovrebbe appartenergli. Accettare che bambine di otto o dieci anni possano scimmiottare atteggiamenti da mini-donne, le espone a rischi inimmaginabili. Mentre alcuni social, Facebook per primo, vedono un calo dei giovanissimi tra i propri utenti (nonostante il primo accesso avvenga di solito ben prima dei 13 anni), esistono alcune piattaforme che, sebbene non siano state inizialmente pensate per i minori, nel tempo sono state di fatto monopolizzate da bambini e ragazzini. È il caso di Musical.ly, un “cuginetto” di Youtube. Un’applicazione sulla quale sono sorti anche alcuni timori, come spiega Alberto Rossetti nel suo libro «Nasci, cresci e posta».

Musical.ly è, in breve, un karaoke muto: un’applicazione a tema musicale, disponibile gratuitamente per iOs e Android, attraverso la quale gli utenti possono improvvisare performance in playback mimando il labiale su un brano scelto dalla library, oppure registrando dal vivo o caricando un proprio file audio (ma questo accade raramente). Milioni di ragazzini recitano davanti allo schermo, con l’obiettivo da essere visti, e seguiti, dal maggior numero di coetanei possibile. Spesso i video, di una durata massima di 15 secondi, vengono condivisi anche su Youtube, magari velocizzati, o modificati con effetti speciali.

«I bambini si appropriano delle piattaforme che più li convincono, anzi li coinvolgono, e le trasformano in spazi di esposizione – scrive Rossetti -.  Musical.ly può essere anche considerato un semplice gioco, di per sé innocuo, una versione digitale di quello che bambini e ragazzini fanno da sempre: cantare, mimare le canzoni, ballare ed esibirsi. C’è però, in questo caso, una sovraesposizione, una diffusione incontrollabile tramite web: come ogni social, è quindi importante essere presenti e verificare, soprattutto con i più piccoli, che l’uso non diventi eccessivo.

Per prevenire e arginare gli eventuali “rischi” che l’utilizzo di questa app comporta quindi, è sempre buona norma avere un dialogo continuo e costante con i figli: chiedere loro di parlare dei video che producono, di mostrarli a mamma e papà e di stabilire dei confini, dei limiti di tempo e di numero di video che si possono fare in un giorno.

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