La neonata trovata tra i rifiuti ci spinge a interrogarci sulla tutela di un diritto fondamentale: la vita

Era nata viva la neonata trovata tra i rifiuti, nelle Marche il 16 marzo, da un addetto di un’impresa di trattamento rifiuti di Ostra (Ancona). Dai primi particolari emersi dall’autopsia, la morte della neonata potrebbe risalire a un giorno prima del ritrovamento. La salma della neonata, forse nordafricana, prima della morte, non sarebbe stata nutrita. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri. Molte donne sole, minorenni, in situazioni di estrema difficoltà si trovano a compiere l’atto estremo di abbandonare il proprio figlio in strada. Bisogna invece rafforzare la rete di informazione e formazione a sostegno delle giovani mamme, affinché lascino i loro bambini in strutture adatte a garantire la vita e le cure necessarie. Come Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori siamo attenti alla vita, un diritto inalienabile che deve essere riconosciuto a ogni bambino. Ma siamo anche al fianco di ogni donna a cui viene riconosciuto per legge il diritto di essere aiutata e informata sul fatto che si può partorire in sicurezza in completo anonimato. 

INIZIATIVE SPECIALI: Non abbandonarlo

Per evitare che una gravidanza si trasformi in tragedia “non abbandonarlo, affidalo a noi” è la campagna di sensibilizzazione portata avanti dal 2006 dal Policlinico Casilino di Roma. L’iniziativa è stata realizzata in un piccolo prefabbricato in Via Pietro Belon, all’altezza del nuovo Pronto Soccorso (Edificio C). È aperto a tutte le ore del giorno e della notte, non ci sono telecamere nascoste puntate sull’ingresso per registrare l’identità di chi, eventualmente, entri. All’interno è posizionata una culla che si apre manualmente e si richiude in modo automatico, dopo che il neonato è stato depositato facendo scattare un segnale acustico che suona al triage rendendo responsabile del primo intervento il personale del pronto soccorso in collaborazione con la neonatologia.

Come Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori siamo attenti alla vita, un diritto inalienabile che deve essere riconosciuto a ogni bambino. Ma siamo anche al fianco di ogni donna a cui viene riconosciuto per legge il diritto di essere aiutata e informata sul fatto che si può partorire in sicurezza in completo anonimato. La scelta della donna di non essere identificata e di non riconoscere il figlio è rigorosamente protetta dal DPR n.396/2000. La legge italiana consente che qualsiasi donna si rechi in una struttura pubblica in prossimità del parto, venga assistita e curata senza alcun obbligo di fornire le proprie generalità o altre informazioni sulla propria identità. La donna che decide di avvalersi di questa legge può in totale sicurezza, essere dimessa lasciando il bambino in ospedale.

 

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