Il progetto La Perla e la missione salesiana in Egitto: l’educazione che crea cultura

Oggi durante l’incontro del progetto La Perla, l’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori, il Borgo Ragazzi Don Bosco e l’Associazione Naturalmente Onlus si sono confrontati in diretta video con padre Renzo Leonarduzzi (salesiano), suor Cristina Navarro ( Missionarie del Cristo Risorto) e padre Eduard (salesiano) sulla situazione dei ragazzi egiziani e della loro istruzione. Padre Renzo ci ha introdotto il progetto educativo dell’IPPIA (Istituto Professionale Paritario per l’Industria e l’Artigianato) che ad Alessandria d’Egitto è un punto di riferimento per i giovani che cercano di fuggire dalla fame, dal lavoro minorile e dal servizio militare obbligatorio nel deserto.

Il progetto La Perla, in collaborazione con Unicef, è ideato per creare una rete stabile a Roma per i minori non accompagnati, soprattutto quelli più fragili e a rischio di sfruttamento ed esclusione.

Grazie alla comunità salesiana e all’impegno di educatori e insegnanti, nel 2004 l’IPPIA (Istituto Professionale Paritario per l’Industria e l’Artigianato) di Alessandria d’Egitto ha ottenuto dall’Italia la “parita’ scolastica”. 

I ragazzi che giungono in Italia fuggono da situazioni di estrema povertà, dal lavoro minorile e dalla leva militare obbligatoria nel deserto per un tempo di cinque anni. Per evitare di morire le famiglie li inviano in Italia, considerata l’unica via di salvezza per questi giovani adolescenti. Molti di loro, una volta giunti nel nostro Paese, cadono nelle mani della criminalità e se ne perdono le tracce.

Proprio per evitare questo pericolo l’associazione Naturalmente si occupa di intercettarli e toglierli dalla strada, proponendogli corsi di formazione professionali organizzati dal Borgo Don Bosco di Roma, mentre la consulenza giuridica e l’attività di advocacy spetta all’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori.

Il proficuo confronto di oggi sulla realtà egiziana ha messo in luce le difficoltà quotidiane affrontate sia con i ragazzi a livello educativo, sia culturalmente con le famiglie, la società civile e le autorità competenti. L’intero progetto persegue la costruzione di un dialogo fertile, aperto e accogliente verso qualsiasi ragazzo.

Delicata risulta anche la situazione economica che sta schiacciando le classi più povere dell’Egitto, motivo che spinge le famiglie a inviare i propri figli in Italia alla ricerca di un futuro migliore. Inoltre, in Italia, i ragazzi sentono il peso di deludere i loro genitori e mentono sulle condizioni in cui spesso si ritrovano a vivere, soli, impauriti, sfruttati e minacciati da criminali senza scrupoli che li obbligano a delinquere. L’inflazione e la carestia che sta distruggendo l’Egitto fa sentire questi giovani responsabili della sorte della loro famiglia, per questo molti, per avere in breve tempo una disponibilità economica, cadono nelle mani di sfruttatori e criminali.

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