Cosa rimarrà del caso Diciotti?

Siamo di fronte ad una crisi umanitaria e di valori nella quale le istituzioni non riescono più a dialogare né tra di loro, né tantomeno con la società civile, nemmeno quando si tratta di vere e proprie emergenze. Il tutto, poi, viene aggravato da un utilizzo sconsiderato delle fake news che hanno l’effetto immediato di polarizzare le posizioni dell’opinione pubblica, sottraendola alla fatica di approfondire e dialogare insieme.

Cosa rimarrà del caso Diciotti? A pochi giorni dalla sua conclusione la domanda appare evidente, basti pensare che da un lato il governo italiano si è mostrato reticente ad autorizzare lo sbarco di migranti da una nave della Guardia Costiera, dall’altro l’Europa ha affrontato affannosamente il tema; infine la Chiesa italiana sblocca la situazione facendosi carico dell’accoglienza. Insomma, una situazione al limite dei diritti umani,

figlia di un clima politico e sociale che negli ultimi anni ha visto un crescendo di ostilità, anche istituzionale, verso i migranti.

Il risvolto negativo ricade sempre sugli ultimi, sui bambini, le donne, trattati come schiavi in condizioni igienico-sanitarie indescrivibili.

profughi eritrei presenti sulla Diciotti sono stati sbrigativamente liquidati come “migranti economici”, quando è di patrimonio comune il fatto che si tratti di persone che fuggono da un regime che li perseguita e quindi hanno diritto alla protezione umanitaria.

Anche gli attacchi ricevuti dalla Chiesa all’indomani del suo intervento volto a sbloccare il caso Diciotti, con la messa a disposizione di posti d’accoglienza a proprie spese, è sintomatico di quanto stia accadendo nel nostro Paese. Le reazioni a tale apertura, in diversi casi, sono state feroci nonostante lo sforzo per risolvere una impasse tutta istituzionale. Come a dire che non bastano più gesti concreti di solidarietà neanche verso chi, per molto tempo, ha accusato il terzo settore di fare business con l’accoglienza.

 

 

Per approfondire l'analisi di Oliviero Forti clicca qui.

Photo credits: TgCom24

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Minorididiritto

L’azione dell’Osservatorio è di promuovere e difendere i diritti umani e dei minori per lo sviluppo integrale della vita dei giovani soprattutto i più poveri e svantaggiati per realizzare l’impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un modo più equo, più giusto e più salubre. Minori Protagonisti di Diritto è il nostro motto che indica la nostra intenzione di promozione dei principi propri della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata il 20 novembre 1989 presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il nostro obiettivo è di promuovere la conoscenza della Convenzione ONU, della normativa Europea ed in particolare quella Nazionale e delle pratiche significative per fare dei Diritti Umani la forma più avanzata di rinnovamento del Sistema Preventivo in quanto metodo educativo che Don Bosco ha praticato con intuizione profetica e che ci ha lasciato per la formazione dei giovani in Italia e nei Paesi più Poveri.

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