Giovani e digitale: XIV Atlante dell’infanzia a rischio in Italia “Tempi digitali” di Save the Children. Cresce il tempo trascorso online e si abbassa l’età di utilizzo dello smartphone

In Italia, in media, il 73% dei minorenni tra i 6 e i 17 anni si collega a internet quotidianamente: nello specifico, con riferimento alla fascia d’età 6-10 anni si parla del 44,6%, nella fascia 11-13 anni del 78,3%, nella fascia 14-17 anni del 91,9%.

Lo strumento principale utilizzato per connettersi è lo smartphone, con il 65,9% dei 6-17enni che ne fa un uso quotidiano.

L’età in cui si possiede e utilizza lo smartphone si abbassa sempre di più. I dati ISTAT indicano, infatti, un significativo incremento della quota di bambini di 6-10 anni che utilizzano il cellulare tutti i giorni, registrato a seguito della pandemia: tra il biennio 2018­-19 e il 2021­-22, il dato su scala nazionale è aumentato dal 18,4% al 30,2%, soprattutto nel sud e nelle isole dove la percentuale di bambini nella fascia 6-10 anni che utilizza tutti i giorni il cellulare ha raggiunto il 43%.

Nonostante l’ampio utilizzo delle tecnologie digitali, l’Italia si posiziona quart’ultima in Europa per quanto riguarda le competenze digitali tra i giovani: la quota di 16-19enni con scarse o nessuna competenza digitale si attesta al 41,7%, contro una media europea del 30,8%. Tuttavia, dietro al dato medio nazionale si celano ampi divari territoriali: il Sud ha oltre la metà dei ragazzi con scarse o nessuna competenza (il 52%), mentre il Nord e il Centro sono più vicini ai valori medi europei (con rispettivamente il 34% e il 39%).

I dati provengono dalla XIV edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Tempi digitali”, pubblicato da Save the Children, in vista della Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’Atlante dell’Infanzia di quest’anno si focalizza sul tema del digitale, esplorando le opportunità e i rischi che bambini, bambine e adolescenti stanno affrontando dentro la nuova rivoluzione dell’onlife e di una vita tra reale e virtuale. La pubblicazione accende così i riflettori sulla Quarta Rivoluzione, sui nuovi linguaggi digitali, su cosa significa crescere in società pervase dall’intelligenza artificiale.

Come sottolineato all’interno della pubblicazione, la giornata dei ragazzi ruota, in gran parte, attorno all’universo digitale ed è anche attraverso la vita online che si modella la loro identità, amicizie incluse.

Secondo la fotografia restituita dall’Atlante dell’Infanzia, tra gli adolescenti cresce il tempo trascorso online: a inizio 2023 quasi la metà (il 47%) dei 3.400 11-19enni intervistati in occasione del Safer Internet Day, ha dichiarato di passare oltre 5 ore al giorno online (contro il 30% del 2020). Inoltre, il 37% dei giovani controlla lo smartphone più di 10 volte al giorno.

In merito alle attività per cui i più giovani sfruttano la connessione, al primo posto vi è la messaggeria istantanea, utilizzata dal 93% dei 14-17enni. Seguono nella classifica delle attività online preferite dagli adolescenti: la visione di video (il 84% del campione, in crescita); la frequentazione di social media, soprattutto Instagram, TikTok e Snapchat a discapito di Facebook in drastico declino (il 79%, con una maggioranza femminile del 84% contro il 74% del genere maschile); l’uso dei videogiochi (il 72,4%, con una prevalenza della percentuale maschile: il 81% contro il 64% delle ragazze).

Tuttavia, i dati riportati nella pubblicazione mostrano che i giovani utilizzano la connessione anche per informarsi: il 28,5% degli 11-17enni legge riviste e giornali online (nella fascia 14-17 anni la percentuale sale al 37%) e sfrutta i social media come canali di informazione, anche se non sempre dichiara di sapersi difendersi dalle insidie delle fake news.

Vi è poi l’universo delle compravendite: il 28% dei 14-17enni fa acquisti online, con transazioni attentamente valutate: molti, infatti, trascorrono del tempo online per informarsi su merci e servizi da acquistare (lo fa il 36%).

Tra gli altri dati allarmanti contenuti nel rapporto si evidenzia la sovraesposizione dei bambini molto piccoli allo schermo. Nonostante le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di non utilizzare dispositivi digitali per i bambini di età inferiore ai 2 anni, – come emerso da una recente indagine dell’Istituto Superiore di Sanità – in Italia il 22,1% dei bambini di 2-5 mesi passa del tempo davanti allo schermo (tv, computer, tablet o smartphone); la maggior parte per meno di un’ora al giorno. I livelli di esposizione crescono con l’aumentare dell’età. Si tratta di un dato preoccupante in quanto l’esposizione precoce e prolungata può provocare effetti negativi sullo sviluppo cognitivo, linguistico e emotivo del bambino, rischiando anche di favorire comportamenti sedentari e obesità infantile. 

Ulteriori dati mettono in luce anche una presenza massiccia di soggetti preadolescenti sui social media, benché la legge preveda che l’accesso ai social possa avvenire solo dopo il compimento dei 13 anni. In Italia, il 40,7% tra i 11­-13enni usa i social media, con una maggioranza del genere femminile (47,1%) rispetto a quello maschile (34,5%): bambini e adolescenti utilizzano così piattaforme, tecnologie, software, algoritmi che non sono stati progettati per loro, correndo numerosi rischi.

Ancora, dalla pubblicazione emerge che il 13,5% delle ragazze e dei ragazzi di 11, 13 e 15 anni mostra un uso problematico dei social media. A soffrirne sono soprattutto le ragazze e l’età più critica è quella dei 13 anni.

Per quanto riguarda invece i videogiochi, la percentuale dei giovani di 11, 13 e 15 anni che ne fa un uso problematico è pari al 24%: in questo caso, si osserva una prevalenza del genere maschile e l’età si abbassa a 11 anni.

Per ulteriori informazioni si rimanda sul sito di Save the Children, alla notizia dedicata.

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