Indagine di Telefono Azzurro sulla salute mentale: il 21% dei giovani si sente in ansia, ma per uno su tre chiedere aiuto è motivo di vergogna

Senza dubbio, la pandemia ha inciso notevolmente sul benessere mentale di bambini e adolescenti. I dati raccontano che nell’ultimo anno sono aumentate le richieste di aiuto legate alla salute mentale. Inoltre, più di un ragazzo su 5 prova ansia, ma lo stigma rimane ancora forte: chiedere aiuto a un esperto è percepito come motivo di vergogna da un giovane su 3

È quanto rivelato da un’indagine dedicata alla salute mentale dei giovani nell’era del digitale, realizzata da Telefono Azzurro con il supporto di Bva Doxa su 800 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, la quale pone in risalto gli allarmanti indicatori di una sofferenza sempre più diffusa.

A testimonianza di ciò, basti pensare all’aumento delle richieste d’aiuto alla linea di Ascolto del Telefono Azzurro (1.96.96), con oltre 1.400 casi gestiti nel corso del 2022, relativi a problematiche di salute mentale (in media 4 casi al giorno). Non solo: anche le chiamate al servizio Emergenza Infanzia (114) risultano in crescita: i casi d’emergenza sono quasi raddoppiati nell’ultimo periodo (+87% rispetto al 2020 e +99 rispetto al 2018). I più fragili sono gli adolescenti, ma anche nella fascia dei più piccoli cresce il disagio e la sofferenza psichica. Tra le motivazioni delle chiamate, il 58% contatta il servizio emergenza per disagio emotivo psicologico, il 17% per suicidio, il 14% per atti autolesivi, il 5% per disturbi alimentali.

Certamente, l’incremento registrato nel 2022 delle richieste di aiuto arrivate alla linea di Ascolto e di quelle gestite dal numero Emergenza Infanzia riflette un serio aumento dei problemi di salute mentale tra i giovani.

Inoltre, dallo studio emerge che solo il 41% dei giovani si è sentito felice nelle ultime due settimane, mentre una percentuale significativa (circa il 20% del campione) ha riferito di sentirsi in ansia o preoccupato e il 6% triste.

I dati mettono a fuoco anche una preoccupante paura per il futuro, che appare come qualcosa di veramente oscuro a un ragazzo su 2.

Per quanto riguarda le principali sofferenze che gli adolescenti riscontrano tra la loro generazione, si menziona in primis la dipendenza da internet e dai social network (52%); seguono la mancanza di autostima (41%), le difficoltà relazionali con gli adulti (40%), ansia e attacchi di panico (30%). Soltanto il 2% ritiene che i propri coetanei non vivano situazioni di sofferenza.

Nonostante il malessere diffuso, i giovani si mostrano restii a chiedere aiuto: un giovane su tre pensa che rivolgersi a un esperto sia motivo di vergogna. 

Solo il 39% degli intervistati ritiene che possa essere utile parlare con uno psicologo per superare le proprie difficoltà. Oltre all’importanza di essere seguiti da professionisti, si sottolinea anche l’esigenza di maggiore dialogo sulla salute mentale: il 61% afferma che potrebbe essere utile parlarne di più, per superare la vergogna o la paura di chiedere aiuto. I giovani attribuiscono poi grande importanza alla sfera educativa rappresentata dalla famiglia e dalla scuola.

Inoltre, l’indagine rileva come anche gli eventi drammatici a livello globale – quali ad esempio la guerra in Medio Oriente – influenzino profondamente i sentimenti e il vissuto dei giovani, suscitando reazioni emotive come la tristezza (nel 59% dei casi), la rabbia (49%) e l’angoscia (39%).

Infine, dall’indagine di Telefono Azzurro emerge come la grande solitudine di fronte alla crescita spinga sempre più ragazzi a rifugiarsi nella rete per sperimentarsi dal punto di vista cognitivo, emotivo e relazionale. Il tempo trascorso sui social media è significativo: i ragazzi tra i 12 e i 18 anni passano, in media, almeno 3 ore al giorno sui social chattando. Senza l’utilizzo dei social, il 22% dei ragazzi afferma che si sentirebbe “ansioso” o “agitato”, l’11% “solo”, mentre il 23% addirittura “perso”.

In questo contesto, si sottolinea allora la necessità di un ruolo più significativo da parte della scuola e della famiglia nell’educare all’uso sicuro e responsabile dei social, riconoscendo la loro importantissima funzione educativa e insieme l’esigenza di non lasciare i giovani da soli nei mondi digitali.

«La velocità trasformativa del digitale ha modificato radicalmente lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei ragazzi che si trovano a gestire, troppo spesso da soli, forme di difficoltà e di disagio, oltre ad essere esposti a moltissimi rischi» ha affermato Ernesto Caffo, Presidente e Fondatore di Telefono Azzurro.

Così, con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a uscire dalla solitudine, Telefono Azzurro ha presentato e diffuso un nuovo dossier dal titolo “E Tu, Stai Bene con te?”: si tratta di una guida che parla direttamente ai ragazzi e che risponde in maniera concreta ai dubbi rispetto al disagio che stanno vivendo.

Il dossier è consultabile sul sito di Telefono Azzurro, nella notizia dedicata.

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