Rapporto Save the Children “Fare spazio alla crescita”: una fotografia delle disuguaglianze dei minorenni tra spazi abitativi, scolastici e pubblici

Il diritto a spazi abitativi, scolastici e pubblici di qualità non è garantito a tutti i minori del nostro Paese e a essere maggiormente deprivati degli spazi fondamentali per la crescita e per il benessere educativo, fisico e socio-emozionale sono soprattutto quelli più svantaggiati.

Così, in Italia si assiste a una diminuzione del numero di nascite e i pochi bambini che nascono si trovano spesso a vivere in quartieri poco accoglienti e inospitali.

A sottolinearlo è il rapporto di Save the Children intitolato “Fare spazio alla crescita“, il quale mette in luce le notevoli disuguaglianze che riguardano la vita dei minorenni all’interno delle 14 città metropolitane del nostro Paese.

In particolare, il rapporto si concentra sulle disparità presenti nei fondamentali ambienti di crescita dei bambini in Italia (la casa, la scuola e lo spazio pubblico), approfondendo altresì le differenze a livello regionale e ponendo un focus specifico sulle aree metropolitane.

“La mancanza di spazi per la crescita influisce in modo significativo sulla qualità della vita dei bambini, delle bambine e degli adolescenti, limitando le opportunità educative, di gioco, di socialità, sport e movimento, tutti elementi fondamentali per il benessere e lo sviluppo” si legge all’interno del rapporto.

Tra i dati più significativi riportati all’interno del report, si evidenzia che in Italia vi sono ben 12.793 minori senza tetto e/o fissa dimora. A questi poi si aggiungono anche coloro che vivono in case non adeguate alla crescita, in quanto affollate, insicure o insalubri, dove i servizi essenziali – come acqua ed elettricità – sono carenti: nel nostro Paese il 39,1% dei minori vive in abitazioni sovraffollate.

Per quanto riguarda la scuola, si riscontrano importanti carenze nella presenza di strutture e spazi adeguati all’apprendimento e alla crescita sociale, fisica ed emotiva dei minori, nonché nell’offerta di mense scolastiche e del tempo prolungato.
Nello specifico, lo spazio mensa è presente nel 42% delle scuole primarie e nel 26,8% delle scuole secondarie di primo grado: l’assenza di una mensa scolastica limita la possibilità di fornire agli studenti un adeguato servizio di refezione, in grado di promuovere il loro benessere nutrizionale e la loro salute fisica. Inoltre, solo il 38% delle classi della scuola primaria garantisce il tempo pieno, contro il 13,3% delle classi della scuola secondaria di primo grado, riducendo in questo modo la possibilità 
per gli alunni di svolgere attività di studio pomeridiano in ambienti adatti all’apprendimento, nonché di partecipare ad attività extra-curriculari, ricreative, sportive, culturali e artistiche.

Quanto agli spazi pubblici, in Italia, i bambini e le bambine vivono in aree urbane dove la superficie di verde urbano fruibile è pari a 19,5 metri quadrati per persona, poco al di sopra del livello minimo che dovrebbe essere accessibile ad ogni individuo. Tuttavia, gli spazi definiti fruibili spesso risultano inaccessibili o inadatti. Ad esempio, la superficie dei parchi urbani disponibile è limitata (1,4 metri quadrati per persona). Si tratta di una questione centrale, in quanto la mancanza di spazi verdi può influire negativamente sulla qualità dell’aria e sul benessere fisico dei bambini
.

Il rapporto è disponibile sul sito di Save the Children nella sezione “Pubblicazioni”.

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