In Italia vi sono ampie disuguaglianze di reddito e queste incidono sulle opportunità dei più piccoli.
È quanto denunciato da un recente approfondimento dell’Osservatorio #conibambini, a cura di Con i Bambini e Openpolis.
In particolare, all’interno del report si evidenzia che l’Italia è uno dei Paesi europei con maggiore disuguaglianza nei redditi. L’indice di Gini italiano è, infatti, tra i più alti in Europa.
Nel 2022, nel nostro Paese l’indice di Gini – l’indice che serve per misurare le differenze che sussistono tra i redditi percepiti – era pari al 32,7%, contro una media Ue del 29,6%. La percentuale italiana si attesta circa 3 punti percentuali sopra la media comunitaria e rappresenta il quarto valore più elevato all’interno dell’Unione europea nel suo complesso.
I Paesi con un indice maggiore di quello italiano si trovano tutti nell’Europa orientale: Bulgaria (38,4%), Lituania (36,2%) e Lettonia (34,3%). Al contrario, i Paesi che riportano invece valori minori sono Belgio (24,9%), Repubblica Ceca (24,8%), Slovenia (23,1%) e Slovacchia (21,2%).
Insieme a questo, occorre anche sottolineare che l’Italia è uno dei Paesi Ue con minore mobilità sociale: secondo le stime dell’Ocse, nel nostro Paese, per chi nasce in condizione di povertà, occorrono almeno 5 generazioni per arrivare al reddito medio: si tratta di uno dei valori più alti tra i paesi Ocse.
Senza dubbio, questi dati sono importanti da tenere in considerazione, anche alla luce del fatto che la condizione economica familiare influenza le prospettive educative dei minorenni.
Come infatti ribadito nell’approfondimento, disuguaglianze eccessive nella condizione di partenza delle famiglie conducono spesso alla riproduzione di divari educativi, sociali ed economici vissuti da bambine e bambini, alimentando quindi la trappola della povertà educativa.
Le disparità economiche hanno un impatto diretto anche sulle famiglie con figli. In questo senso, la distribuzione dei redditi è un aspetto cruciale: basti pensare che le famiglie con minori a carico hanno bisogno di più risorse economiche per poter arrivare a fine mese senza difficoltà. La presenza di figli e il loro numero è, infatti, una delle variabili che determina maggiormente il bisogno economico di una famiglia.
Così, si legge nell’approfondimento: «Povertà educativa ed economica si influenzano a vicenda, diminuendo le possibilità di bambini e ragazzi di usufruire a pieno di tutte le opportunità di apprendimento. L’istruzione ha quindi un ruolo cruciale per favorire migliori condizioni economiche e lavorative future e attivare meccanismi di mobilità sociale. Garantire un apprendimento di qualità a tutti non soltanto interrompe questa tendenza, ingiusta per i minori e per le loro famiglie, ma consente anche di ridurre gli effetti economici e sociali negativi che si creano all’interno di una comunità».
Per ulteriori approfondimenti, si rimanda alla notizia dedicata sul sito di Openpolis o all’articolo dedicato sul sito di Con i Bambini.
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