EMERGENZA: Minori stranieri non accompagnati

L’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori denuncia, insieme a Save The Children, dati allarmanti che testimoniano il dramma vissuto dai bambini stranieri non accompagnati e le politiche confuse.

Situazione: Nel 2015 sono arrivati in Italia 12.272 minori non accompagnati (MNA) provenienti maggiormente dall’Eritrea, dall’Egitto e dalla Somalia, con un aumento di ragazze originarie della Nigeria. Vi sono numerosi minori che non permangono nel territorio italiano, i “minori in transito”, coloro cioè che sono diretti ad altri Paesi e che vogliono raggiungere i propri parenti, superando non poche difficoltà (lunghe tempistiche per l’accertamento del vincolo familiare, per la raccolta dei documenti e per ricevere un tutore). Attualmente vi è una proposta di legge che auspica la riforma del sistema di protezione e accoglienza dei MNA (n. 1658 sulle misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati) la quale è stata approvata e trasmessa al Senato il 26 ottobre 2016.

La procedura di accoglienza prevede un primo inserimento nella prima accoglienza e un successivo nella seconda al fine di intervenire con progetti di integrazione su ogni singolo. Tale protocollo non sempre viene rispettato perché spesso, nonostante i tempi previsti siano di 60/90 giorni nella prima accoglienza, molti dei minori vi permangono per lungo tempo con conseguente difficoltà nel percorso relazionale e di integrazione sul territorio.

Si riscontrano alcune criticità nel sistema di protezione e accoglienza dei MNA in Italia:

– La mancanza di una regia nazionale in grado di fornire, alle Prefetture dei luoghi di sbarco, un quadro aggiornato sui posti disponibili al di fuori delle strutture di prima accoglienza e del sistema SPAR(Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati – rete di centri di “seconda accoglienza”);

– Una discriminazione dei MNA con differenze rispetto le procedure normali per quel che riguarda l’affido familiare, il collocamento in comunità, i contribuiti di spesa;

– La mancanza di un protocollo nazionale per ciò che concerne l’accertamento dell’età, ad oggi esiste solo Regionale. Questo espone i minori erroneamente identificati come maggiorenni, al rischio di essere espulsi.

Raccomandazioni: Il Comitato raccomanda che:

– l’Italia introduca una legislazione completa che garantisca assistenza e protezione ai MSN;

– istituisca un’autorità nazionale specifica e permanente per il monitoraggio delle condizioni dei minori non accompagnati;

– adotti una procedura unificata per l’accertamento dell’età dei MSN che si basi su un approccio multidisciplinare e che rispetti il principio del beneficio del dubbio.

Il Gruppo CRC raccomanda:

– al Parlamento di accelerare l’approvazione al Senato della L. 1658;

– a tutti i Garanti regionali per l’infanzia di promuovere la creazione, presso sedi giudiziarie, di albi riservati ai tutori volontari, di stipulare Protocolli di Intesa che li rendano operativi, di realizzare corsi di formazione per i tutori dei MSN  e per le famiglie disponibili;

– al Ministero dell’Interno di ampliare di almeno 10.000 unità i posti SPRAR e di garantire che i MNA non permangano in strutture di prima accoglienza oltre il tempo massimo stabilito dalla legge e che vengano accolti in condizioni di uguaglianza rispetto agli altri bambini e ragazzi sul territorio.

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Minorididiritto

L’azione dell’Osservatorio è di promuovere e difendere i diritti umani e dei minori per lo sviluppo integrale della vita dei giovani soprattutto i più poveri e svantaggiati per realizzare l’impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un modo più equo, più giusto e più salubre. Minori Protagonisti di Diritto è il nostro motto che indica la nostra intenzione di promozione dei principi propri della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata il 20 novembre 1989 presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il nostro obiettivo è di promuovere la conoscenza della Convenzione ONU, della normativa Europea ed in particolare quella Nazionale e delle pratiche significative per fare dei Diritti Umani la forma più avanzata di rinnovamento del Sistema Preventivo in quanto metodo educativo che Don Bosco ha praticato con intuizione profetica e che ci ha lasciato per la formazione dei giovani in Italia e nei Paesi più Poveri.

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