Adolescenti e smartphone. Preoccupante diffusione del gioco d’azzardo online, rischio di isolamento e social challenge: i dati della ricerca di Eures su 1.800 studenti romani

Una ricerca condotta da Eures Ricerche Economiche e Sociali, in collaborazione con la Regione Lazio e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presentata il 30 novembre 2021, analizza alcuni aspetti connessi all’uso del cellulare da parte degli adolescenti. L’indagine è stata svolta su un campione di 1.800 studentesse e studenti di sei scuole secondarie superiori di Roma, per un totale di 108 classi coinvolte, nel periodo tra novembre 2020 e marzo 2021.

L’analisi mette in luce una situazione critica che colpisce i più giovani: tra i dati più preoccupanti riscontrati dall’indagine, si evidenzia che l’82% dei giovani intervistati è a rischio dipendenza da smartphone.

Altri dati mostrano che gli adolescenti passano quotidianamente gran parte del loro tempo con lo smartphone in mano: l’utilizzo dello smartphone da parte dei ragazzi coinvolti dall’indagine è in media di 6 ore al giorno, ma il 25,4% raggiunge persino picchi di 8 ore giornaliere.

Tra gli aspetti esplorati dalla ricerca vi sono anche le esperienze legate al gioco online e alle cosiddette “social challange” nel vissuto degli studenti romani.

Riguardo al primo aspetto, il 65% dei giovani che hanno partecipato allo studio – pari a oltre 6 studenti su 10 – riferiscono di trascorre in media due ore al giorno giocando online con lo smartphone (percentuale che scende al 44,8% se si considerano solo le ragazze), mentre il 14,2% supera le tre ore giornaliere (dato che raggiunge il 25,4% solo tra i maschi).

Non solo: secondo i dati della ricerca, il 18,1% degli intervistati accusa problemi di ansia e stress legati al gioco online, uno dei sintomi principali del cosiddetto “internet gaming disorder” (disturbo da gioco online), cui si connette il rischio di sviluppare la sindrome degli “hikikomori”: termine giapponese che significa letteralmente “stare in disparte”, con cui si descrive una sindrome – ormai ampiamente diffusa in tutte le economie avanzate del mondo – caratterizzata da una progressiva perdita di contatti con il mondo esterno, ritiro sociale e isolamento. A riguardo, dai risultati dell’indagine si evidenzia che il 36,2% dei giovani dichiara di rimanere spesso a casa per giocare online, anziché uscire con gli amici. Tuttavia, tra i giovani romani “ad elevato rischio dipendenza” tale percentuale arriva al 46,4%: quasi la metà è quindi a rischio “hikikomori”.

Un altro dato emerso dalla ricerca riguarda poi la preoccupante diffusione del “gambling, ossia del gioco d’azzardo: il 33,1% dei giovani (quasi il 58% se si considerano solo i maschi) afferma di aver utilizzato denaro reale nel corso degli ultimi tre anni per scommettere e il 20% lo ha impiegato in più occasioni, con un’incidenza che sale vertiginosamente al 41,7% tra chi disponeva di uno smartphone prima di compiere i 10 anni. Per 7 giocatori su 10 la cifra media spesa mensilmente non oltrepassa i 10 euro, mentre il 10,7% del campione riferisce di aver venduto qualcosa o di aver chiesto denaro in prestito per investirlo nel gioco e il 9,8% confessa di provare l’impulso di giocare somme, ogni volta, sempre più elevate.

Non rassicura neanche il dato relativo al coinvolgimento delle famiglie nella pratica del “gambling“: nel 42,8% dei casi, gli adolescenti intervistati sostengono che i genitori sono all’oscuro delle loro attività.

Tra i dati più confortanti, invece, si sottolinea che il 37,5% del campione si definisce “deluso” dall’esperienza di gioco, contro una percentuale del 25,2% che invece la descrive come “divertente”, “adrenalinica” e “socializzante”.

Infine, un altro fenomeno indagato all’interno della ricerca è quello relativo alle “social challenge“, ossia le sfide virali, sempre più diffuse sul web, che vengono lanciate in rete e condivise tramite smartphone soprattutto sui social network maggiormente frequentati dagli adolescenti, come TikTok e Instagram.

Si tratta di un’esperienza coinvolge ben il 70% degli intervistati. Tuttavia, quasi 3 giovani su 10 (il 28,5%) affermano di aver preso parte a “sfide estreme”, scattando e condividendo “selfie estremi” (il 16,6%) o postando per sfida foto o video con contenuti intimi (8%) o mettendo perfino a rischio la propria incolumità (7,8%), eseguendo atti autolesivi (6,8%), ingerendo sostanze o oggetti nocivi (6,4%) o malmenando sconosciuti (6,2%).

Dati tratti da: https://www.romatoday.it/attualita/gambling-isolamento-giovani-romani-a-rischio.html

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