Rapporto di WeWorld “Mai più invisibili 2023”: i dati sulla condizione di donne e bambini in Italia

In Italia, attualmente quasi 15 milioni di bambini e donne vivono in regioni che non garantiscono un adeguato accesso a esperienze educative di qualità, salute, opportunità economiche, partecipazione sociale e politica. Quasi un minorenne su 3 (il 29%) e 4 donne su 10 (il 38%) vivono quindi in territori caratterizzati da forme di esclusione grave o molto grave.

È quanto emerge dal rapporto della onlus WeWorldMai più invisibili 2023. Indice sulla condizione di donne, bambine, bambini e adolescenti in Italia” che monitora le condizioni di vita e i livelli di inclusione delle donne e della popolazione under 18 a livello nazionale.

Il rapporto, giunto alla sua terza edizione, restituisce la fotografia di un Paese non ancora in grado di garantire piena protezione e promozione dei diritti di donne, bambine, bambini e adolescenti e in cui persiste un ampio divario territoriale tra Nord e Sud.

In base a quanto riportato dai risultati del rapporto, l’Italia è peggiorata soprattutto per quanto riguarda le opportunità economiche e la partecipazione politica delle donne; mentre rispetto alla condizione dei minorenni si registra un peggioramento nelle dimensioni dell’istruzione, della salute e del capitale umano.

Sempre in riferimento al sottoindice dei Bambini/e, complessivamente si evidenzia che tra il 2018 e il 2023 l’Italia è regredita di 4,8 punti, passando da 54,3 a 49,5 e rientrando così nel livello di “esclusione grave”.

“Di questo passo, – si legge sul sito di WeWorld – serviranno 56 anni per garantire adeguati livelli di inclusione a bambine, bambini e adolescenti“.

Secondo la classifica contenuta quest’anno nel rapporto, ai primi posti per inclusione di donne e bambini si collocano la Provincia autonoma di Trento, la Valle d’Aosta, la Provincia autonoma di Bolzano, il Friuli Venezia-Giulia e l’Emilia-Romagna; seguono rispettivamente all’ottavo e al nono posto il Lazio e la Lombardia.

Le ultime posizioni invece sono occupate dalle regioni del Sud, dove dal 2018 è aumentata la percentuale di minorenni a rischio di esclusione sociale (da 39% a 43%), per un totale di un milione e 377mila bambini.

In particolare, Calabria, Sicilia, Campania, Puglia e Basilicata continuano a essere, dal 2018 a oggi, le ultime cinque regioni italiane per inclusione di donne e minorenni.

Il rapporto completo è disponibile sul sito di WeWorld, nella notizia dedicata.

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